domenica, 27 novembre 2005

Stralci di scarabocchi abbandonati su un pezzo di carta abbandonato da Dilania …

"Pensiero cattivo del giorno.

Come cazzo fa l’uomo a pensare di valere di più di qualsiasi altro essere? Solo perché parla o ragiona - male -, ha la pretesa di credere di avere un’anima, ha la presunzione di credere che questa anima sia così particolare, peculiare che meriti di passare oltre la morte, ovvero questa anima fulgida passa oltre la vita. Il corpo muore ma l’anima vive.

Vorrei proprio entrare nella mente dello stronzo che per la prima volta si è detto:

"Ma la mia anima, ovvero quella cosa che sento in me, che non ha nome e voce, ma si sente, che mi mette in connessione con il resto del creato - e altre cazzate che si sarà raccontato lì lì sul momento -, non può finire con la mia morte. Perché questi bei pensierini che ho formulato fin ora, che sono tanto bellini devono per forza aver lasciato un’impronta…"

E da lì ha iniziato a parlare di al dì la, di entità, di unicità di ogni singolo uomo…..e via a ruota libera! L’hanno seguito in molti, tutti con le stesse paure ataviche finalmente risolte!

Ma soprattutto: se la vita è una, è un dono, è una cosa bella e tutte le cazzate che i preti raccontano, non era già abbastanza come dono del loro Dio? No? Dovevano per forza avere di più, e allora non solo la vita, ma anche la prosecuzione di questa dopo la morte. Ma la morte non fa parte della vita? E allora perché, con tutta la forza la si nega? Presuntuosi vigliacchi !"

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categoria:stralci
sabato, 26 novembre 2005

Dilania torna da chissà dove mi guarda e sogghigna. Mi sento trafiggere il viso, è come se mi avesse dato una coltellata.

Io quello sguardo lo conosco.

Dilania torna da chissà dove mi guarda e mi ride apertamente in faccia.

Dice che facciamo veramente schifo che siamo patetici. Chi? Quelli che si indignano, quelli che si incazzano, che ascoltano le notizie e poi comprano i giornali. Me lo legge in faccia che l’ho fatto. Mi sono indignata, mi sono incazzata, ho ascoltato le notizie e ho comprato i giornali. Sono una donna, vivo in uno stato con un governo che mi fa vomitare che offende il mo senso civile, che offende il mio senso sociale. Che decide per me senza interpellarmi e lede, annienta e toglie i miei diritti. Parlo del bieco bastardo tentativo di mettere le loro zozze manacce schifose sulla legge che regola l’aborto in questo schifo di paese che sta diventando l’Italia. Dilania sogghigna sempre più, legge i miei pensieri annusa la mia rabbia come un felino annusa la paura della preda. Mi dice se non mi è bastato. Mi chiede cosa ancora deve succedere perché io capisca. Mi chiede come posso solo pensar di essere qualcosa, di essere un essere pensante appartenente ad un sistema. Addirittura in grado, in chissà quale modo di poter modificare o fare sentire la propria voce… e qualcuno dovrebbe ascoltarla?? Mi dice che sono una casualità, mi dice che sono un  numero, a volte neanche quello. Mi dice, dopo tutto quello che hai visto come fai ancora a credere all’uomo e alla società. Maledetta stronza, come al solito ha ragione.

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categoria:politica
venerdì, 25 novembre 2005

Dilania ha di nuovo allontanato da sé i sentimenti. Nella sua logica inversa questo era un passo del tutto prevedibile.

Al momento di addormentarsi lei vede la verità farsi spazio nel buio.

Stava già dormendo o forse non ancora, accoccolata tra i mille cuscini che attorniano sempre chi ha bisogno di un rifugio sicuro. E non sentiva freddo. E non si è stretta a sé, unico abbraccio del quale sente il bisogno.

Non aveva paura dei suoi incubi, sentiva che non ne avrebbe fatti quella notte.

Il perché di quel calore era chiaro. Io lo sapevo, lei lo sapeva e ha avuto paura. Paura di morire. Morire soffocata dal caldo abbraccio di un sentimento per lei mortale.

E lo ha fatto di nuovo. Si è svegliata ancora più nera di quanto di solito è e ha urlato “VAI VIA!”

 Le onde si sono propagate al contrario. Invece di uscire da lei sono entrate in lei. Hanno rallentato il respiro, gelato ogni emozione, mortificato il cuore, sbeffeggiato l’anima. Tutto in lei si è congelato.

Ora DilaniaGrini sta di nuovo bene del suo personale inferno. Solo un’altra vittima. Mi ha detto che l’aveva avvertita della sua natura. Le aveva detto che l’avrebbe distrutta. Le aveva detto di fuggire lontano da lei. Non le ha creduto. La guardo. Sogghigna. Solo un’altra vittima. Ora dorme Dilania e sente freddo.

postato da: dilaniagrini alle ore 17:04 | Permalink | commenti (11)
categoria:diario