venerdì, 30 dicembre 2005

Babbo Natale si veste di rosso Coca-Cola nel 1931..la vera storia del Babbino...

Gli imbottigliatori della Coca-Cola avevano sempre saputo che dovevano cercare di attrarre presto la prossima generazione di consumatori, nonostante le remore riguardo alla pubblicità diretta ai giovani di età inferiore ai dodici anni. Ora che i bambini potevano trovare la Coca-Cola nei loro frigoriferi, la Compagnia cominciò a corteggiare anche il mercato dei giovani in età scolare, facendo però attenzione a non mostrare mai esplicitamente nelle pubblicità un bambino nell'atto di bere la Coca-Cola. Questo approccio al mondo infantile finì per rimodellare la cultura popolare americana, attraverso l'arte di Haddon Sundblom.
“Sunny”, un forte bevitore svedese professionalmente brillante, ma sempre in ritardo, si rese indispensabile, malgrado le sue abitudini, inventando il classico Babbo Natale della Coca-Cola nel 1931. Il Babbo Natale di Sundblom era il perfetto uomo della Coca-Cola: più grosso del normale, di un rosso brillante, sempre allegro e colto in stravaganti situazioni che si concludevano con una famosa bibita come ricompensa per una dura notte di lavoro passata a consegnare giocattoli. Ogni Natale, Sundblom partoriva un'altra pubblicità, avidamente attesa, raffigurante il Babbo Natale della Coca-Cola. Quando morì il suo primo modello, un ex-venditore della Coca-Cola, Sundblom lo sostituì personalmente. Se si può dire che la Coca-Cola abbia esercitato una sottile, penetrante influenza nella cultura americana, occorre ammettere che essa ha forgiato direttamente il concetto americano di Babbo Natale. Prima delle illustrazioni di Sundblom, Babbo Natale (alias Santa Claus) era stato variamente dipinto con abiti blu, gialli, verdi o rossi; nell'arte europea era generalmente alto e macilento, mentre Clement Moore l'aveva dipinto come un elfo in “Una visita da St. Nicholas”. Dopo le pubblicità della bibita, invece, Babbo Natale sarebbe sempre stato un uomo enorme, grasso, sempre contento, con un ampio giro-vita e stivali neri fino all'anca, sempre rigorosamente vestito di rosso Coca-Cola.

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categoria:cultura
mercoledì, 28 dicembre 2005

torna la voglia di scrivere liberamente di cose leggere..devo smaltire l'anormalità di questi giorni terribili.mi sento una scampata ad un massacro. Dilania sogghigna e dice che devo ringraziare solo lei. smalto rosso sangue sulle mie unghie oggi .era un anno che non lo mettevo più.chiunque si avvicini proverà sulla propria pelle il dolore di un graffio dato da unghie smaltate, quindi molto molto resistenti. vedere queste gocce di sangue che veloci saltano da un tasto all'altro della mia tastiera nera, mi ricorda i tasti del piano, quando piano suona un requiem. non per me, non il mio. la prima reazione di una scampata ad un massacro è l'euforia. l'euforia è un sentimento che non mi è concesso ma mi sento ben disposta. ho voglia di raccontare qualcosa di me. io vivo con Val. siamo io e lei. io non sono molto a posto lei è magnificamente matta. lei è venuta ad abitare qui a gennaio io a settembre. entrambe scampate a pericoli mortali. a volte, quando capita di trovarci in cucina a chiaccherare ci fermiamo, ci guardiamo intorno, tutto è tranquillo, questa casa sa di noi, infatti è incasinata, e possiamo gestirla come cazzo ci pare. e abbiamo paura che questo, che non è ancora iniziato, possa finire all'impovviso, smantellato dall'ennesimo colpo di sfiga.. la prima volta che ho avuto la conferma che Val era una persona particolare è stata una sera di ottobre... non quest'anno.  non tanto per i discorsi fatti ma per la bottiglia di ottimo grignolino giunta alla fine, accompagnata da molte sigarette, e due bicchieri ormai semi vuoti. labbra  macchiate dal vino e la sintonia che si era creata. ero sazia, dissetata e serena e val mi guardava con quel suo sguardo buffo e folle. abbiamo dato fondo all'ultima goccia  e poi ognuna di nuovo nella sua vita. con qualcosa in più. val... scriverò ancora di lei

 

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categoria:val e io
mercoledì, 28 dicembre 2005

cambio Logo, quello di prima non mi rappresentava. pensavo fosse riconoscibile , invece....  era l'immagine di Isabelle Adjani, nel film di Herzog: Nosferatu.

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mercoledì, 21 dicembre 2005

Ciao Talib,

vorrei farti un piccolo regalo. La mia visione sul natale e sulla cristianità è stata troppo cruda e pessimistica. Mentre tu forse cercavi una candela luminosa nel buio, forse una speranza?Allora ti racconto una storia che mi è successa qualche settimana fa. Erano le 4 del mattino, svegliati d’improvviso da una chiamata siamo partiti alla volta della persona che richiedeva aiuto. Ci attendeva una donna giovane che ci ha accompagnati in una camera dove, suo marito aveva vari problemi. Lungo il corridoio oggetti che indicavano la presenza di un bambino. Non so perché li ho notati, tutta una serie di dettagli privi di senso che comunque il cervello registra. Arriviamo nella camera e  nel letto c’era un uomo, avrà avuto quaranta anni scosso dagli spasimi, sdraiato di fianco si teneva in quell’equilibrio precario aggrappandosi tenacemente alla testiera del letto. Tremava, aveva convulsioni ritmiche. Nella stanza oggetti che indicavano la sua disabilità, sedia a rotelle e atri tipi di tutori. Dentro me ho sperato che non fosse consapevole invece ha iniziato a parlare ed era coscente e lucido. Durante tutta la visita continuava a mantenersi stretto alla testiera per riuscire a restare sdraiato su un fianco, benché il suo corpo oltre modo magro e tirato fosse continuamente scosso dagli spasmi. Supino sarebbe stato meglio. A un certo punto nella penombra ho visto qualcosa dietro di lui un rigonfiamento dietro la schiena. Il bambino dormiva mezzo scoperto aggrappato al suo papà come un koala. Malgrado il trambusto lui continuava a dormire sereno, protetto dal corpo tremante di suo padre. E  ho sentito la gola serrarsi un leggero senso di stordimento. Emozioni, le più confuse in me.  Ecco perché restava aggrappato alla testiera… La moglie, quasi scusandosi ha detto che il piccolo Marco non si era accorto di niente ed era rimasto dov’era a dormire. Io penso che questo sia l’espressione di amore più bella che abbia visto ultimamente. Quando mi sento particolarmente pessimista nei confronti dell’umanità mi rifugio in quell’ immagine … te la dono Talib, buon Natale.

 

 

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categoria:diario
martedì, 20 dicembre 2005

DilaniaGrini torna da chissà dove e ....

 dice che rifugiarmi nel consolatorio limbo ovattato delle illusioni non mi aiuta e non mi aiuterà a a sopravvivere.

Mi chiede, sogghignando, se non mi è bastato. Dice che forse  a qualcuno è concesso abbandonarsi  alla gioia o semplicemente alla tranquillità di un quotidiano sempre uguale a se stesso. Ma – non – a – me.

Dilania ha ragione. Sogghigna e se ne va lasciandomi addosso il velenoso fiele delle sue parole vere.

Quante riprove devo ancora avere di questo semplice ed elementare concetto. Ci sono persone che devono solo combattere e non per vincere, ma semplicemente per sopravvivere.

Dilania reputa questo mio illudermi che le cose andranno meglio un inutile ed infruttuoso spreco di energie che invece potrei destinare a qualcosa di più intelligente e proficuo.

Mi vuole in un mondo interno privo di gioia ma privo anche di forti dolori. Privo di  emozioni, ma privo anche di angosce.

Privo di sogni, solo progetti e valutazioni di fattibilità.

Io vivo male, lei vive male, ma almeno lei soffre di un dolore autoinflitto. Non le do retta, non la ascolto. Tanto so già, che appena qualcosa andrà storto e succede spessissimo, lei sarà lì, ad infierire sogghignando.

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categoria:diario
domenica, 18 dicembre 2005

Post – faceto    DONNE E MOTORI

Perché ogni volta che mi si scassa la macchina trovo sempre un manipolo di maschi pronti a ridere di me? Se la mia macchina non ha il segnalatore dei gradi dell’acqua, ma ha solo una spia che si accende quando ormai è troppo tardi, io non c’entro. E’ colpa del costruttore, o dell’ideatore, o dell’ingegnere o di che ne so io!

E allora perché, quello stronzo del benzinaio, quando ha aperto il radiatore che sputava liquido arancione incandescente a 100 gradi mi guardava e rideva?

 E rideva anche l’aiutante benzinaio, e pure uno che stava facendo benzina si è avvicinato a vedere, poi mi ha guardata ridendo, poi gli ho detto che cazzo vuoi e non ha riso più….

Il benzinaio mi si è avvicinato e mi ha detto che avrei dovuto controllare la temperatura dell’acqua. Gli ho fatto notare dandogli dello stronzo che nella mia macchina il segnalatore della temperatura non c'è. Allora mi ha chiesto di scendere per venire a vedere come bolliva. No. Non sono scesa.

Ho il diritto di non capire niente di meccanica e di non essere interessata all’argomento. Ti pago per porre rimedio a sto casino, non per sorbirmi una docenza sul radiatore e sul liquido refrigerante che è meglio dell’acqua … e chi ce l’ha mai messa l’acqua lì dentro, non sapevo nemmeno che si svitasse.

E poi voglio dire, se mi si scassa la caldaia di casa il caldaista non pretende che io sappia le norme della manutenzione. Lui mi aggiusta la caldaia e io lo pago. Perché dovrebbe essere diverso con la macchina. Io la porto regolarmente dal meccanico per i controlli. Se poi erutta magma arancione dal radiatore sarà il meccanico un incompetente non io.

E quando la stessa cosa  succede ad un uomo, il benzinaio lo guarda con aria preoccupata e solidale. E perché a me deve ridere in faccia? Stronzo. stronzi.

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categoria:post faceto
martedì, 13 dicembre 2005

Eseguita la condanna a morte di Stanley Williams.

Io non ho figli, la persona per cui provo più  senso di protezione è la mia sorellina.  Se qualcuno le facesse del male o la uccidesse, io pagherei l’avvocato più bravo per fare in modo che il bastardo  esca dal carcere il prima possibile.Uscito da lì penso che andrei a sgozzarlo personalmente.  Niente pistole o cose sensazionali solo un taglio profondo e mortale alla gola. Questo non sarebbe un atto di giustizia personale, nè per la mia sorellina (che per fortuna sta benissimo), nè per la società né per la morale.  Sarebbe semplicemente un atto di pura vendetta personale.   La soddisfazione di un impulso primordiale e istintuale sintetizzabile in Eros e Thanatos, tu mi togli l’amore io reagisco con la morte. La tua.Non servirebbe a niente e neanche a me.  Semplicemente occhio per occhio e dente per dente.      Sarebbe un atto di giustizia se invece di una esecuzione sommaria, l’assassino morisse “giustiziato” a seguito di una regolare sentenza a morte, per mano di una iniezione sterile in vena? Sarebbe un atto di giustizia nei miei confronti? Nei confronti di mia sorella (che per fortuna gode di ottima salute)?  Nei confronti della società? Ma di quale società stiamo parlando? Penso, forse, sarei in grado di attuare una vendetta privata, ma mai, mai vorrei vivere in una società ed essere governata da uno stato assassino che asseconda la mia rabbia personale e legalizza la vendetta e l’omicidio.   Non ho altro da aggiungere se non consigliare la lettura di un libro sulla storia del Black Power e del Jazz libero in America.   New thing di Wu Mnig 1. Einaudi 2004.

 

 

 

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categoria:cultura, politica
lunedì, 12 dicembre 2005

Un post ad un commento

rispondo e prendo  spunto dal commento che Rumi ha lasciato nel mio Blog. Innanzi tutto grazie per aver contestualizzato con le date alcuni risultati fondamentali delle donne nella lotta verso la parità e la dignità. Considero però la tua dicotomia tra “occidente” e Islam. Non penso possa essere un giusto paragone in quanto la cultura economica occidentale che che in effetti sembra essere l’unica fede che governa le nostre vite non è una fede.  

Proseguo il tuo discorso sul maschilismo dei costumi chiamando in causa Dilania che è sempre molto più chiara è diretta di me.Dì un po’ ma hai visto i calendari con i presunti modelli sessuali per le donne? Io non potrei mai essere attratta da un arnese semi nudo con perizoma, stra palestrato, tutto unto, che si depila meglio di me e che ha le sopracciglia più sottili delle mie! Non siamo in una situazione di libertà dei costumi sessuali ma in una schiavitù consumistica votata a raggiungere un ideale di bellezza sia maschile che femminile completamente costruito. È vero che ormai è tutto culo e tette,ma sono tutte finte e silicone e molti uomini si dichiarano (poi vallo a sapè) infastiditi e del tutto non attratti da questi modelli. Non è una società iniqua solo per le donne, anche con gli uomini non scherza niente.Non penso però che il votarsi anima e corpo ad una fede (qualunque essa sia) possa essere la giusta soluzione o risposta a questo lassismo e onirismo culturale che stiamo vivendo.

IL COMMENTO "Nel Nome di Dio il Clemente il Misericordioso
Non stupisce tutto questo , è in atto una lotta tesa a una superiorità di una parte politica sull'altra e ogni mezzo è lecito , io sono per la par condicio , sono tutti maiali! nessuno escluso , quanto le donne ricordo che solo dal 1946 hanno il voto e il divorzio è legale dal 1974, (cosa che l'Islam ha concesso 1426 anni fa ma sarebbe un discorso lungo) la questione è che si è smarrito il senso di tutto ormai si pensa in Occidente più nudità-più libertà in realtà è un gioco maschilista poichè si entra in un circolo mentale teso a soddisfare l'uomo alla vista e al tatto , con il bene placido di molte donne , bisogna ammetterlo aihmè , la sfrontatezza dei costumi sessuali raggiunti e la confusione nel mondo del lavoro portata dall'Usura internazionale e dal Turbocapitalismo non si può additare al movimento femminista ma occorerebbe inquadrare i fatti nel contesto di quegli anni.
Rumi."

 

 

 

 

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categoria:cultura, politica
sabato, 10 dicembre 2005

DELIRIO POLITICO O POLITICI DELIRANTI?

Ho bisogno di capire alcune cose.

Ieri – casa –amiche –tv – programma le invasioni barbariche.

Vari ospiti tra cui Busi e la Gardini.

Elisabbetta Gardini, mi sono documentata prima di scrivere il suo nome perché praticamente non l’avevo mai vista.

Era in opposizione a Busi e difendeva un pò la chiesa, un pò il papa, un po’ il suo partito.

“Ma quale partito, ma chi è sta cretina?”

e mi hanno spiegato : Porta voce per forza Italia”

Azzo deh, una cosa di cui andar fieri…. Mi chiedo chi sia il grande comunicatore della lega, che oltre a cercare di dare un senso ai grugniti di quei mufloni appena scesi dall’alpeggio deve anche tradurli dal padano al simil italiano.

Insomma, questa donna di evidente poca cultura politica, di scarsissima intelligenza sociale e di ancora meno prontezza di spirito, ha sostenuto un’improbabile pantomima di sé versione “portavoce di forza Italia” e fin lì era anche uno spettacolo cinicamente divertente: l’autodistruzione pubblica di una donna mediocre. Quando ad un certo punto, mentre mi strafogavo di pandoro (il Bauli costa €1 e 99, l’ho mangiato senza avere il coraggio di guardare con cosa e dove è stato fatto…) e l’oca con l’occhialetto da intellettuale cercava un senso alle parole appena profferite a vanvera, ha detto, per difendere la visione della famiglia cattolica cristiana borghese eccc… (quella che mangia il Bauli sotto l’albero già dal 28 di novembre perché il loro padrone mediatico ha deciso così) dice che insomma è COLPA DELLE FEMMINISTE CHE NEL 68 HANNO FATTO PASSARE  A TUTTE VALORI SBAGLIATI BASATI SULLA FALSA LIBERTA’ INTRISI SOLO DI SENTIMENTI DI RIBELLIONE. E NOI (si riferiva forse a tutte le donne o alle sessantottine? mah) SIAMO VITTIME DI QUESTO …. E il difensore delle donne è stato Busi. Busi ha difeso il femminismo.

Io mi chiedo come questo possa accadere. Dovrebbero dare ai politicanti o simil tali un tetto di minchiate da dire, oltre quello basta, fuor dalle palle.

Mi chiedo cosa ancora dovremo vedere. Mi chiedo, dopo aver visto tanta idiozia, a cosa mai potrebbero servire le quote rosa? A sbattere nel carrozzone parlamento – governo la Marini?

Io mi sento profondamente offesa, affermazioni del genere insultano il profondo senso di gratitudine che le donne dovrebbero avere per le femministe degli anni ’70. Perché se una donna adesso può parlare di dignità e indipendenza lo deve anche a loro.

Elisaetta Gardini torna a fare “L’angelo del Focolare” e tieni per te o per quelli del tuo partito la tua ignoranza. E siccome sono una cattiva in un blog cattivo ti dico anche: e Vaffanculo!

Dilania

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categoria:politica
venerdì, 09 dicembre 2005

Stralci di scarabocchi abbandonati su un pezzo di carta abbandonato da Dilania...

 

Tu parli con me seguendo tuoi schemi mentali normali.Sei stato appiccicato ad una donna per due mesi e con lei hai fatto l’amore. Un amore bello, intenso a volte, sensuale a volte, dolce a volte. Quasi disperato e volte. E spesso, molto spesso.. Questa donna ti ha cercato. Ha cercato il tuo corpo e poi le tue attenzioni i tuoi sguardi la tua dolcezza e ti ha provocato e ha visto la tua rabbia.E poi ho visto stringerti a me, avvicinarti sempre più, fino a quando i tuoi gesti sono diventati domande e le tue parole hanno cercato un legame, hanno cercato di palesare un legame che sentivi crescere in te. Perché era già nato. Tra le lenzuola forse, o forse tra quei vicoli che abbiamo percorso troppe volte insieme. O forse tra quei gesti quotidiani che sono diventati intimi ed esclusivi. La mattina, la colazione, la doccia, l’attesa del ritorno, il mare. Soli per i vicoli. Solo io e te.Ho visto questo e molto altro e ti ho letto nel profondo molte volte. ma non sono riuscita ad allontanarti quando io già vedevo con chiarezza e tu, forse, solo vagamente percepivi.Ma quello che io sento e provo e vivo, malgrado tutto questo è sempre il medesimo sentire. Si traduce nelle parole fredde, distaccate, nel non volerti rispondere, nel dirti che sei un amante, che siamo amanti. So quando e come ti faccio male … e lo faccio lo stesso. Con lucidità. Vorrei che mi dicessi addio senza dolore. Vorrei che riuscissi a sentire le parole che ti dico come reali e non come momentanee reazioni … a chissà cosa immagini io possa reagire.E provi malinconia, forse ansia, mentre io so risponderti solo “così”. E tu al posto di dirmi ma che cazzo mi significa così, ti interroghi sulla legittimità delle tue domande e mi chiedi turbato se le tue domande mi turbano.Siamo sbilanciati, e tu sei la parte più vulnerabile. E testardo vuoi comunque sbattermi contro. Contro il muro di gomma che sono. Sei sicuro di voler continuare questo gioco “a perdere”? Te l’ho mai chiesto se giochi a perdere? Te lo chiedo ora.E mi chiedi di prometterti di chiamarti ogni volta sento il bisogno di sentirti o sento il bisogno di chiederti qualcosa o sono triste o…. Io questo te l’ho già detto, e tu non mi hai voluta neanche ascoltare ma te lo ripeto. Fossi in te io mi lascerei perdere e anzi fuggirei via veloce, magari tra le braccia di una bella ragazzina solare e limpida.Perché io sono distruttiva e le altre mi hanno detto poverino, proprio te doveva incontrare? Lui che a quanto dici è così carino e tenero? Lo sa che sei una iena?Lo sai che sono una iena,? Lo sai? Ma io non mi staccherò da te adesso, per ora non ho voglia di liberarti, almeno non fino a domani.Puoi farlo tu però. E allora perchè cazzo non lo fai?

postato da: dilaniagrini alle ore 17:33 | Permalink | commenti (1)
categoria:stralci