venerdì, 24 febbraio 2006

A LI MORTACCI VOSTRI - A CHI V'E' MUORT' E A CHI V'E'  ancora VIV'....

questa è l'unica cosa che lo Stato e tutti i collusi con la camorra e con lo Stato stesso dicono a chi quotidianamente vede morire i propri amici e parenti per neoplasie dovute ad inquinamenento nelle zone del Triangolo della morte nel napoletano. per saperne di più andate da Alex.   http://alex321.splinder.com/post/7253443

anch'io sono incazzata nera... e vorrei fare di più.

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giovedì, 23 febbraio 2006

UN POST PER NON DIMENTICARE LE AUTORITà VOGLIONO CHIUDERE IL CASO

PERIZIA SULLA MORTE DI FEDERICO ALDROVANDI http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/federico_aldrovandi/

Questo è quanto ha scritto la madre sul suo blog il 22 febbraio 06. ha pubblicato anche una foto...

"così all'alba del 25 settembre 2005 muore a Ferrara Federico, durante un fermo di polizia. Era un ragazzo di 18 anni appena compiuti. Rientrava a casa a piedi. Disarmato, incensurato, solo. Non stava commettendo nessun reato. Non aveva mai fatto del male a nessuno nella sua vita..."

Tutta questa storia è un vergogna. hanno ammazzato di botte questo ragazzo. non sono riusciti ad affossare subito la storia grazie al coraggio di due genitori che non si sono chiusi nel dolore ma hanno reagito. E adesso, stanno cercando di farlo passare per un tossico morto per insufficienza cardiaca dovuta ad un pregresso stato di debilitazione.

solo perchè non vogliono dire che delle bestie travestite da uomini travestiti da TUTORI DELL'ORDINE (che schifo, ma a chi danno la divisa????) hanno quella mattina deciso di sfogare la loro aggressività e frustrazione su un povero ragazzo che non c'entrava niente... sono disgustata e profondamente sfiduciata. Ma non dobbiamo mollare. Nessuno.

 PROSSIMA INIZIATIVA

Sabato 25 febbraio 2006
> alle 17,30 fiaccolata davanti all'Ippodromo di Ferrara, poi ci si sposta,
> da
> essere in piazza alle 19,00.
> Per noi che fissiamo l'appuntamento al circolo, ci vediamo lì  alle 16,45
> per
> poi raggiungere Ferrara.
> L'Ippodromo si raggiunge facilmente per chi viene da Bologna, entrando in
> città
> poco prima di raggiungere le mura c'è un traversa a destra che si chiama
> via
> ippodromo, basta percorrerla per un centinaio di metri.

 

postato da: dilaniagrini alle ore 12:44 | Permalink | commenti (12)
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mercoledì, 22 febbraio 2006

OGGI MI GIRANO. per tutta una serie di buoni motivi.

quindi, cose che di solito mi scivolano addosso oggi non fanno altro che aumentare il mio grado di pessimismo e fastidio.

1 direttamente da BLOB: la raccapricciante immagine degli ospiti di Buona Domenica (o qualcosa di simile) che si ingozzano di cosce di pollo. In cima a tutti Platinette che in quel frangente mi ha ricordato il ciccione del film dei MOnty Python (il senso della vita) che si ingozza fino a scoppiare. perchè non basta il parere degli esperti rispetto alla contaminazione del pollo da Aviaria, no, abbiamo bisogno, noi poveri coglioni decerebrati, di stimoli visivi semplici:  pollo -vedi? - buono. mangia.  pollo no cattivo -  mangia.   accidenti a loro.

2   la volgarità degli uomini, dovrei dire di alcuni uomini, ma oggi mi girano, quindi. cos'è questo pensiero fallocentrico constante? questo continuo rimando al cazzo? E poi:  ma avete paura che ve lo rubino? Che vi cada? perchè mi chiedo: perchè alcuni uomini continuano a toccarsi il pacco? costantemente, fateci caso e se avete voglia, contatele.

ma perchè l'astio per gli uomini oggi? perchè, porca vacca, oggi sono a lavorare nella scrivania di un tipo e questo maiale, si gurda i peggio siti porno che continuano a spuntare qua e là. e mi chiedo, se questo passa così la sua giornata, è scontato che si tocca il pacco ed è scontato che poi tocca la tastiera ..  quella dalla quale sto scivendo (che ho già tentato di pulire con le salviette) e poi non mi dovrei incazzare? aiuto...

per allietarvi vi invio un sito dove un dietologo napoletano da i suoi consigli. a me ha detto che mi sto facendo secca come un'alice e devo mangiare panzerotti e un'altra cosa che non ho capito... vediamo cosa dirà a voi!

Ciao e occhio a dove mettete le mani... in ogni senso!

http://www.cazzatelle.com/pesopapele.htm

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martedì, 21 febbraio 2006

BOLOGNA NEWS .         Bologna la rossa!?!?

Di nuovo nel casino la famosa Sala Borsa. Sala Borsa è una bellissima biblioteca multimendiale, sita in Piazza Maggiore... si quella del Nettuno ... si quella accanto alle due Torri.  immaginate cos'è... se capitate da Bologna... fine guida turistica.

La sala Borsa è stata pensata da una giunta di sinistra, realizzata da una giunta di destra (Guazzaloca). Ad un certo punto Guazzaloca decide di renderla ancora più bella e vuole mettere al entro della loggia interna un ascensore... Dopo mezz'ora circa dalla dichiarazione .... furor di popolo!!! tutti in piazza.... bandiera rossa ecc.... Guazzaloca finisce il suo mandato senza ascensore. Cofferati... e che farà cofferati per la bellissima sala Borsa? minimo raddoppia lo spazio dedicato alla biblioteca vera e propria togliendo qualche bar interno. Voglio dire, siamo in P.zza Maggiore a Bologna, sapete quanti bar ci sono? solo in sala Borsa 2, enormi, per non parlare della libreria... libreria in una Biblioteca? Si.... non sono un esperta di biblioteche, quinidi non mi dilungo.

 Giungo al FATTO. La giunta Cofferati piange miseria, perchè i tagli della finanziaria di quel cattivone del pres. del Consiglio..... e come facciamo noi poveretti.... soluzione: riduciamo l'orario di Sala Borsa di ...2 ore e mezza al giorno. Qualcuno fa notare al sindaco che sala borsa è frequentatissima, http://www.bibliotecasalaborsa.it/eventi-u.php?u=592  che era stato richiesto da più parti di estendere gli orari, che non ci vanno solo gli studentelli sfortunati ma anche i suoi amati borghesucci residenti entro mura e lui risponde con la solita diplomazia e apertura "chi se ne fotte, così ho deciso". Il 6 gennaio 2006 la sala borsa chiude prima. Parte a razzo Rifonda, che riceve inviti da tutti a portare avanti una petizione. in qualche settimana sono 4000 le firme raccolte e questo sabato (25 febbraio ore 15.30 piazza del Nettuno)  festa in piazza con un sacco di artisti e scrittori bolognesi per raccoglierne altre mille, arrivare a 5000 e far desistere il cinese dai suoi propositi (propositio è un efemismo, visto che quello che dice fa... ).

Da Bologna passo la linea... ciao!

postato da: dilaniagrini alle ore 09:30 | Permalink | commenti (7)
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lunedì, 20 febbraio 2006
Firma anche tu l'appello:
 
http://www.womensaynotowar.org/article.php?id=708
 
"Noi, donne staunitensi, irachene e del mondo intero, non possiamo piú sopportare questa insulsa Guerra in Irak e i crudeli attacchi ai civili che si compiono intorno al mondo. Abbiamo già sepolto troppi cari. Abbiamo giá visto troppe esistenze dilaniate da ferite fisiche e psicologiche. Abbiamo assistito con orrore all'utilizzo smisurato delle nostre preziose risorse per scopi militari, mentre quelle destinate ai bisogni delle nostre famiglie, come la protezione, l'educazione, il cibo e la salute, restano inadeguate. Non possiamo piú sopportare di vivere in costante paura e violenza, osservando il crescere di questo cancro di odio e intolleranza che si infiltra nelle nostre case.

Questo non é il mondo che vogliamo, né per noi, né per i nostri figli. Con il fuoco nei nostri ventri e amore nei nostri cuori, noi donne cresciamo e ci uniamo oltre i confini per chiedere la fine di questo massacro e distruzione..."

postato da: dilaniagrini alle ore 00:49 | Permalink | commenti (2)
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venerdì, 17 febbraio 2006

(impegnatissima a segurire le vicende poliche e schifata dalle stesse, posto pezzi del "camping" che non hanno legami con la politica, così ci facciamo due ghigne!)

CAMPING PARADISO ULTIMO ANNO. il senso del pudore al camping Paradiso

Episodio 2: Accadimento.

Un giorno entro al bar dopo la solita passeggiata nel bosco post pranzo e chi mi trovo davanti? Una campeggiatrice in bikini. In bikini leopardato. In bikini leopardato al bar. Aveva come uniche suppellettili il portafoglio e le ciabattine e comprava dei gelati. Aveva inoltre gli occhiali da sole sulla testa. Alle sue spalle i giocatori erano stranamente silenziosi e più di uno sguardo fuggiva all’attenzione delle carte. Dopo aver acquistato i suoi gelati ha chiesto all’Arnaldo una bombola o qualcos’altro e poi, tranquillamente è uscita.

Editto del buon costume  (Di chiara ispirazione della statuetta)

Il Camping Paradiso non è un campeggio al mare. Questo implica che, anche se fa caldo, e tutti sono sulle loro sdraio davanti alle loro roulotte a prendere il sole, non si gira in costume per il camping. C’è una divisa non ufficiale ma ufficiosa per fare bagni di sole senza offendere la morale pubblica. Questa divisa è pressoché obbligatoria per la donna. Per l’uomo un po’ meno. La divisa femminile per i bagni di sole consta in:

meglio costume intero ma anche bikini con sopra un pantaloncino o una gonna. Quest’abbigliamento deve essere indossato solo per accingersi a prendere il sole, ovvero nel breve passaggio tra la roulotte e la sdraio. Arrivate in prossimità della sdraio è concesso, ma solo se fa veramente molto caldo, togliersi il pantaloncino o la gonna e stendersi sulla sdraio. È vietato e dico vietato andare in giro per il camping in costume. All’uomo invece, soprattutto se molto giovane (sotto i 15 anni) o se è molto vecchio (sopra i 60), è concesso girare a petto nudo ma, anche per esso, è vietato girare per il camping in costume forma slip.

Dunque: la signora è uscita, io mi sono piazzata sul trespolo e ho iniziato a contare tra me e me. Uno, due, tre, quattro, incredibile resistono, cinque, sei, sette, ah però il bikini ondeggiante li ha veramente sconvolti, otto, nove ehhh… “Brutto puttanone, figa slabbrata, sembra che c’è l’ha solo lei…”

Eh via!! parte il gioco del mimo di Arnaldo: tira fuori il sedere e inesorabilmente gli esce anche la pancetta, arriccia il naso e scimmiotta quelle che secondo lui dovrebbero rappresentare delle labbra da … beh, insomma… e con voce flebile flebile: “Arnaldo, Arnaldo, mi daresti un calippo ghiacciato che devo raffreddarmela perché sai, siccome c’è l’ho solo io devo darla a tutti!!!”  Allora, e solo allora mi guarda, osserva il mio sguardo di disapprovazione, ridacchia sotto il baffo: “Dai signorina, non guardarmi così, si fa per scherzare” E dal tavolo dei giocatori la voce aspra e graffiante dell’Achille: “Uè, Arnaldo, te pare che ti te devi dir inscì di quela sciura tanto per bene, tanto rispettosa” 

“Che?? Quella? Ma se per montarla non ci basta neanche la cordata degli alpini tanto che ce l’ha...”  “Arnaldoo!” e quando è troppo è troppo! Ma l’Achille non demorde.  “Ma dai? Te vor’ dire che forse la signora è un pochino come dire…”    “Uè signorina? Come se dise in italian? Di mali costumi?”    “Achille la smetti di fomentarlo che poi finisce domani mattina con gli insulti? E pure tu Arnaldo smettila!”. Trascorrono 5 minuti. Li conto passare sull’orologio di legno che sovrasta il tavolo dei giocatori. Achille si alza, viene verso il bancone. Strano, di solito quando vuole una birra mi dice di portargliela. Arriva al bancone con un ghigno tra i baffi e la barba che gli ho già visto altre volte. Arnaldo lo aspetta dietro il bancone sorridendo anche lui.  “Scusa, Arnaldo, scusa, potresti darmi una birretta? Perché sai c’ho caldo!”.  La mossa non saprei come descriverla precisamente, comunque bisogna immaginare il Barbarossa in abiti borghesi che lisciandosi la mega pancia si avvicina imitando una sculettata e modifica la voce aspra in un cinguettio stridulo. In  effetti sto per scoppiare a ridere ma resisto; fungo da coscienza collettiva esprimendo un’indignata disapprovazione.  “E che birretta vuoi, caro?”    “Ma non lo so Arnaldino, una che mi rinfreschi tutto, anche dentro perché sai c’ho proprio caldo, vedi mi danno fastidio anche i vestiti!”,   “Ma caro, mi sa che non hai caldo, mi sa che l’hai incal…”   “Insomma basta!” intervengo inesorabile e stentorea “Allora Achille volevi da bere?”    “ Si signorina, la solita birretta”.

Si guardano, mi guardano e ridono, lo so che le mie reazioni fanno parte del loro gioco e si divertono a farmi arrabbiare, ma accidenti a loro ci casco sempre!  “Vergogna tutti e due”.

(...) 

“Per te Arnaldo le donne sono tutte delle puttane”. “No, non è vero”.

“Si che è vero, solo su quella non avresti niente da dire”.  “Ma su chi?”

“Su quella che è appena uscita” “Ma quale?”

“Quella brutta con la faccia da suora!”  “Ah quella lì! La verginella dai candidi manti!”

“E cioè?”

“Rotta di dietro ma sana davanti!”  “Fai il caffè al signore va! Io vado a portare una bombola”

Dietro alla macchina del caffè non posso fare a meno di pensare che mi frega sempre. Uffa.

….Eccolo che passa: ammazza che figo! pantalone nero, maglia nera con la santa faccia del Chè, capelli neri naturali lunghi lisci, pelle chiara senza abbronzatura, anfibio e! Chicca delle chicche! Non lo si vede in giro mai prima di mezzogiorno. Quanto mi piacerebbe conoscerlo. Solo che qui al bar non ci viene mai, e non stento crederlo. Va sempre in quell’altro dove ci sono gli altri ragazzi. E quelle cretine del campeggio sanno a mala pena come si chiama e preferiscono evitarlo. Che idiote slavate. E poi il nome lo so anch’io, ho il suo documento!

postato da: dilaniagrini alle ore 14:06 | Permalink | commenti (11)
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giovedì, 16 febbraio 2006

 CAMPING PARADISO ULTIMO ANNO. il senso del pudore al camping Paradiso

 

            Episodio 1

Pomeriggio di agosto, caldo, molta gente festante, molta gente, molte richieste, molte domande.

Io servo al frigo dei gelati. Arnaldo anche oggi pomeriggio è riuscito ad assorbire tutta l’adrenalina di questi villeggianti della domenica altresì chiamati merenderos e a convertirla in scazzo molesto e galoppante.

   Nota per il lettore: il merenderos è il turista della domenica. Arrivano in branchi   piuttosto numerosi, muniti di sdraio, stuoie, palloni, freesbee, racchette, e il necessario per una sostanziosa abbuffata con grigliata (incluso barbecue, carbonella, attrezzi per l’accensione e ammenicoli per girare la carne). Si accalcano tutti sul prato (evitando accuratamente il bosco), di pomeriggio si infilano in pineta con le sdraio per la pennichella, schiamazzano per tutto il giorno e la sera ripartono. Soldi spesi in valle: caffè e ghiacciolo. Spese sostenute dalla valle: gestione del prato, pulizia dei detriti, spianamento della pineta per far posto ai merenderos. L’Adele si arrabbia e l’Arnaldo pure.

Tutti sanno ormai che in questi casi è meglio non osare troppo e ridurre le conversazioni con l’Arnaldino al minimo. Lo sprovveduto merenderos non lo sa, però!

Pomeriggio caldo, neanche gli indomiti giocatori hanno iniziato le loro interminabili partite, sono seduti e guardano distrattamente i loro nipoti che giocano appena fuori dal bar.

“Sei ancora vivo?” “Si nonno!” allora va tutto bene.

Arnaldo ha lo sguardo torvo, anche se la fiacca pomeridiana per ora lo rende innocuo. Io non so, distribuisco gelati ed evito di pensare ad altro. Poi non mi ricordo bene per quale motivo, mi sono allontanata per qualche ora per tornare verso ora di cena. Rispetto a quello che è successo in questo lasso di tempo, ho impiegato circa 2 giorni per riuscire ad avere una versione concorde e attendibile. Chi c’era, chi ha visto da lontano, chi non c’era ma glielo hanno raccontato nei dettagli e chi non c’era, non sa niente, ma fa un sacco di domande per sapere. La cosa è andata più o meno così.

C’era molta gente al bancone e la fila ai gelati era aumentata. Nell’attesa che il barista venisse a servirli un ragazzo e una ragazza appoggiati al frigo dei gelati, si stavano baciando e smanazzando in modo piuttosto evidente e sconcio.

Testuale: “Gh’era quel lì che el palpava su tücc, inscí, davanti a tücc quant’”[1].

La bimba Jessica, età sei anni, entra nel bar, va da suo nonno seduto al tavolo dei giocatori e chiede i soldi per un ghiacciolo. Poi si gira e vede i due avvinghiati, ridacchia, guarda il nonno. Vorrebbe mettersi in fila ma le due piovre le mettono disagio e curiosità e continua a guardare il nonno. Il nonno capisce come mai la bimba è così restia e parte alla difesa della innocenza della nipote. Chiede ai due di tenere un contegno consono alla situazione.

Testuale: “Ma insomma! Ma con tücc lo spazio che ghe? Ci son’ dei bocia chi![2] Andà a fare le vostre schifezze da un'altra parte!”.

A quel punto i due smettono di smanazzarsi, il ragazzo si sente offeso e probabilmente, dico probabilmente, anche in dovere di difendere l’onore della sua bella, ma a questo punto gli accadimenti reali cedono il passo alla leggenda popolare. Sta di fatto che, in qualche modo, egli ha obiettato che il suo comportamento non era poco consono e neanche scandaloso, quindi non capiva il motivo di tanta ostilità. Le parole del ragazzo sono sfuggite ai più, quelle dell’Arnaldo invece, da dietro il bancone, si sono bene impresse nella memoria di tutti e insulto più insulto meno hanno risuonato circa così.

Testuale: “Brutto testa di cazzo coglione, con tutta la pineta che c’è, proprio qui devi venire a sbatterti quella baldracca sfatta?” Il ragazzo si è sentito punto nel vivo e in uno slancio di galante cavalleria verso la sua compagna ingiustamente vilipendiata ha controbattuto: “Brutto stronzo, ma che vuoi, guarda che io ti brucio il campeggio”

    Nota per il lettore: l’inverno prima, ignoti avevano incendiato di notte una roulotte, provocando grandi preoccupazioni tra i campeggiatori dei quali, però, non ce n’era neanche uno perché il campeggio era nel suo mese di chiusura.

Arnaldo immediatamente associa i due eventi (che di fatto non lo sono) e prende lo stanghett’.

      Nota per il lettore: lo stanghett’ è una mazza di legno il quale originario uso è quello di fungere da manico per accette e mazzuole. Le sue dimensioni sono di circa 70 cm di lunghezza e un diametro di circa 4 cm. Arnaldo un giorno per errore, ne ha dimenticato uno dietro il bancone, accanto alla cassa del bar e accidentalmente è ancora lì.

Insomma, acchiappa lo stanghett’ e passa fuori dal bancone. Premendo immaginariamente il tasto “ralenty” la scena si presenta così: Arnaldo con due balzi ha raggiunto il centro del bar con lo stanghett’ caricato sulla spalla, ma in quel momento tra lui e la sua preda si frappongono un numero non ben definito di giocatori che lo bloccano. Un altro numero non ben definito prende il mal capitato coglione accanto al frigo dei gelati e lo sbatte fuori a forza dal bar insieme al suo oggetto del desiderio. Togliendo il “ralenty” succede che Arnaldo è in mezzo al bar tenuto a forza da tre o quattro giocatori e intanto proferisce insulti di ogni genere verso i due porno piccioncini, mentre i due sono presi e buttati fuori a forza con l’invito a non tornare mai più. Arnaldo è stato tenuto in ostaggio nel bar per almeno 5 minuti, quando è riuscito ad uscire i due si erano già dileguati. Tempo 15 minuti nel camping inizia il lento e inesorabile tam tam. La notizia viaggia da una roulotte all’altra e si arricchisce ad ogni passaggio di nuovi ed esilaranti dettagli puramente inventati, ma sicuramente più succulenti dell’accaduto.

Le pie donne residenti nella zona dei cessi blu, magicamente dopo 20 minuti erano al bar e allo spaccio, per uno strano fenomeno di mancanza di organizzazione, a qualcuna era finito il sale, ad altre l’aceto, altre avevano deciso di mangiare prosciutto e altre scuse simili.

A quel punto torno al bar. Come al solito non so niente però tutto è tranquillo, troppo tranquillo. Chiedo come è andata, se nel pomeriggio c’è stato molto casino. Tutti i giocatori al tavolo si irrigidiscono e Arnaldo dice “Ma no, ma no, solo un coglione, ma lascia stare, niente di grave è tutto a posto”.



[1] C’era quello lì che la palpava tutta, così, davanti a tutti.

[2] Ma con tutto lo spazio che c’è? Ci sono dei bambini qui!

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martedì, 14 febbraio 2006

CAMPING PARADISO ULTIMO ANNO: W la lega! W la lega! Bidibi! bodibi! booh!

Io so tutto sulla Lega, o meglio sapevo tutto, per mia fortuna rimuovo in fretta. Beh! insomma so molte cose sul tipo con la spada e lo scudo il tal Alberto da Giussano, eroe di so quale battaglia di Legnano. Ma poi, chi se ne frega di Legnano? Comunque, faccio un piccolo preambolo giusto per capire bene di chi e di cosa si sta parlando. Al Camping Paradiso le tendenze politiche sono chiare e schematiche: L’impiegato semplice vota il “il berlusca”, l’operaio semplice vota la lega.

Il lavoratore in proprio, piccolo imprenditore o commerciante vota Fini, fregandosene delle tendenze berlusconiane dei colleghi del resto della penisola.

Una stretta cerchia di vecchi fedelissimi vota ancora DC, ma solo perché non hanno ancora capito la differenza fra confessionale e cabina elettorale. Entrano e si sentono rimbombare nell’orecchie le celestiali voci che gridano “Pentiti, pentiti, purgati” e loro votano DC. Sono in estinzione ormai.

Tutto il resto semplicemente non esiste, non è neanche opposizione, non c’è e se c’è non serve a un cazzo.

Pronunciano a mala pena e solo perché viene nominato spesso D’Alema e pronunciano ancora meno e con un certo senso di disagio “Il tuo amico Bertinotti”.

C’è stato solo un momento in cui le loro ottuse certezze politiche hanno subito qualche tentennamento. Non sapevano bene dove piazzarlo, come citarlo, da quale parte posizionarlo ovvero l’avvento di Prodi.

Che all’inizio della sua campagna elettorale appariva, colto (un professore universitario!!! Oh!!!! Se ne avessero conosciuto qualcuno dal vivo avrebbero capito molte cose di Prodi da subito, ma tant’è), moderato, fermo nelle sue idee, rassicurante nei propositi, non aggressivo, non testosteronico. Dopo poco è passato di moda e semplicemente non se n’è più parlato. Prodi? Parlamento Europeo? No! A loro non interessa, troppo lontano.

Bossi invece è ancora in giro a rompere. I primi tempi della sua entrata in politica, prima ancora che diventasse “Senatur” ho visto cose che dal Po in giù non si potevano neanche immaginare.

Il camping era tutto con lui “Perché ch’el lì si che ghè l’ha Dur”

“Ah! El fa vedar lui a quei brütt terun lì. Ma mi non ce l’ho con quei lì che vegnen chi à laurà, perché ghe n’è che son brav, ma i’ alter, quei che ròbàn le case e il laur a noi alter, quei che non fan nagota e viven con i soldi de noi alter, ciuccen dalla tetta del nord”.

“Tücc gras, brütt, a far nagota tücc el dì. Minga tücc, ma  però un bel po’!”

“E poi quelle mogli ch’el gh’hann, grasse, brutte, e le loro tose son tutt puttane e i fiöi, non fan mai niente e sporchen, butten la rumenta giò dalle finestre, che schivi.

“…E pö, el se capìss nagota quant’ ch’el parlen, [1]

Nota per il lettore: questa è una libera trascrizione che non rispecchia il vero dialetto lombardo.

Mi rifiuto di imparare a scrivere in lombardo corretto solo per soddisfare i puristi della sintassi. Tanto il messaggio è chiaro!”

Ed è così tutto il giorno, per almeno 4 volte al giorno la mia magra, magra consolazione e che ogni tanto mi giro e dico alla statuetta dietro il Ramazzotti:

“Vedi la tua bella Italia unita? E la tua bella terra Sabauda? In terronia, praticamente come dire Africa, hai visto?

Alla fine l’Africa, almeno un pezzetto di rappresentanza, l’hai conquistata!” Poi penso che non è un bel segno parlare con i pezzi di ceramica e faccio finta di niente.

Insomma terroni buoni (quelli che quasi gli danno ragione; venduti traditori) e terroni cattivi (ovvero quelli che si incazzano).

Ah, si si! Dicevo: ho visto cose che quelli dal Po in giù non possono neanche immaginare, beati loro. Spillette, adesivi, volantini, filastrocche, motti, gadget di ogni genere eeeeh!... Chicca delle chicche, un giornalino, probabilmente il precursore della “Padania”. Un settimanale portato direttamente da un ritrovo a Pontida. Ho rimosso le ovvietà e scempiaggini che c’erano scritte ma ricordo soprattutto un episodio a fumetti. Lo stile del disegno era quello dei vecchissimi polizieschi di Scorpio o Lancio Story. Il fumetto ritraeva uomini baffuti, con il ciuffo di lato e la tuta blu prima in una situazione di fabbrica con e poi al bar. Parlavano delle voci che giravano, ovvero che forse anche la moglie del Bossi era terrona, però era brava, quindi il Bossi non ce l’aveva con tutti i terroni ma solo con quelli cattivi. L’altro però non voleva crederci e allora insieme andavano a chiederlo ad una fonte più autorevole. E poi è finita la puntata. Che suspence, eh? Chissà come è andata a finire. Ma poi, me ne fregasse qualcosa!! Comunque sentire nominare la Lega mi rende irritabile. Infatti: Solito bar, solito pomeriggio di sabato, bar un po’ affollato e un po’ no. Entra un tipo mai visto. Gli dico buongiorno.

“Eh, eh! Buongiorno, son venuto a trovare i signori Brambilla eh, eh!”

Cosa ha da ridacchiare questo scimmione trentenne ondeggiante e ripulito per il fine settimana? “Ah si? Sono in campeggio che lei sappia?”

“Eh si, sono già venuto altre volte. Eh, eh, devo darti un documento?”

Poi del tu lo vai a dare a tua nonna “Si certo, deve darmi un documento”.

La statuetta approva il mo tono marziale, un vero caramba: doocumentiii!!!!…

Ma cos’ha da ridacchiare sto cretino? Finalmente mi da il documento, pensavo non ce l’avrebbe mai fatta! Almeno me lo tolgo da davanti sto deficiente!  Mah? Mah?che cosa è sta roba? “Repubblica della Padania???” Lo guardo incredula e lui ride. La statuetta mi consiglia di usare la mia massima autorità perché in questo momento sono un’autorità. Ma non sta mai al suo posto sta  cazzo di statuetta? Dopo la metto nel cassetto.

“Questo, signore, non è un documento di identità, ma una falsificazione di un documento di riconoscimento della repubblica Italiana. La prego di favorirmi – doocumentiii - un vero documento altrimenti lei in campeggio non entra. E le ricordo che la detenzione di documenti falsi è un reato punibile penalmente”.

Resto impassibile, come al solito gli avventori si zittiscono istantaneamente. Al fesso qui di fronte gli muore il sorrisetto idiota e direi che era anche ora. Diventa rosso, mi da in fretta la carta di identità ed esce, mentre io adempio fino in fondo al mio compito di guardiana e tutrice dell’ordine: “Se supera l’ora di permanenza nel campeggio dovrà pagare la tariffa giornaliera prevista per gli ospiti. Arrivederci” ma ormai è già uscito. Achille mi guarda e ghigna, ma io sono di cattivo umore e sparisco dietro la machina del caffè. Mentre asciugo un bicchiere penso alla mia triste sorte. L’Achille infierisce “Uè, signorina ma cosa aveva il suo documento che non andava?” “Guarda Achille, lascia perdere che mi girano ancora”. “Ma dai signorina, non lo sapevi che dal Po in giù non è più Italia?”

“Achille non ti do più da bere, torna a giocare che finisce male!”

Sono furente e chi compare sulla porta? L’Arnaldo entra giulivo, ah! Ecco il mo caprone espiatorio. Perché l’Arnaldo urla e strepita, ma è un buono, e quando non è in versione “Arnaldino da combattimento” è mansueto e comprensivo: “Tu!! E questi altri! Non è possibile che la gente ci è morta per creare una patria, guidati dal tuo amico testa di ferro” e tiro fuori la statuetta da dietro il Ramazzotti per dare più peso alle mie parole “E quel muflone, ignorante, che non parla neanche italiano, viene qui con un documento della repubblica padana, ma ti rendi conto? Vergogna !” Mi zittisco e faccio l’offesa, il mio profilo laterale con il mento all’insù è in linea con quello della statuetta. “Torna dietro tu” e la reinfilo dietro il Ramazzotti. Arnaldo viene dietro il bancone, apre il frigo tira fuori una birra, due bicchieri, la versa, me ne da uno “Su signorina, scherzava, voleva fare una burla” e si appoggia alla macchina del caffè attorcigliandosi il baffo sinistro, meditabondo. “Il prossimo che fa la burla chiamo i carabinieri e poi vediamo. Te lo dico eh, li chiamo!”

Ma perché deve esistere gente così? E soprattutto: perché devo venirlo a sapere? Non potevo restare nella mia beata ignoranza?


 

[1] “Perché quello lì si che ce l’ha duro.” “ Glielo fa vedere lui a quei brutti terroni lì. Ma io non ce l’ho con quelli che vengono qui e lavorano perché ce n’è che sono bravi, ma gli altri, quelli che rubano le case e il lavoro a noi altri, quelli che non fanno un cazzo e vivono con i soldi di noi altri, ciucciano dalla tetta del nord” “Tutti grassi, brutti, a non fare niente tutto il giorno. Mica tutti, ma però un bel po’” “ E poi quelle mogli che hanno, grasse, brutte, e le loro figlie sono tutte puttane e i loro figli non fanno mai niente e sporcano, e buttano la spazzatura giù dalla finestre, che schifo”

“… E poi, quando parlano, non si capisce niente"

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categoria:camping paradiso
domenica, 12 febbraio 2006

CAMPING PARADISO ULTIMO ANNO.  2 - In questa Italia nata dalla Resistenza c'è chi è ancora constretta a fare la madonna penitente del partito.

E la litigata arrivò, non iniziata da me, ma ci fu. Arrivò l’Igor, amico della famiglia, marito di Francesca anch’essa di famiglia. È agosto, l’agosto è un mese caldo e affollato e l’Arnaldino (l’Adele lo chiama così quando sa che ha combinato qualcosa, o che il rischio che la combini è molto alto) è stanco, quando è stanco è nervoso, e quando è nervoso urla nel suo bar (perché lui può) e non sente ragioni, finchè non ha berciato tutto, ma proprio tutto quello che pensa. Dopo di chè, ancora paonazzo se ne va a “Portare una bombola” che pesa 20 kg e insiste a volerle portare a spalla… Almeno si sfoga e resta in forma. Spunta di nuovo il tormentone del bar ovvero il G8 come ogni giorno ormai almeno tre volte al giorno. I giocatori sono al loro solito tavolo, rifocillati dei loro “2 Campari in 4 con vino bianco”. Io sono dietro il bancone a sistemare i bicchieri. Arnaldo è in vena di provocazioni. E la prima sul morto, e l’Igor lascia cadere. E la seconda sui manifestanti, e l’Igor molla. E la terza sui picchiati e l’Igor molla. Alla quarta non regge, anche se conosce l’Arnaldo e sa che ad agosto bisogna lasciarlo perdere, non regge e controbatte in modo pacato

(...)

Ne resto fuori. Non dico niente. Ne resto fuori, non dico niente. Alla fine dico solo qualcosina in tono pacato anch’io: “Eh no! Manifestare è un diritto oltre che una forma di civiltà, la gente è morta per avere questo diritto. E voi? Preferite restare schiavi? Servi, dei servi, dei servi, senza mai dire niente?” Forse ho alzato un po’ il tono di voce? No… Ah, per fortuna questa me l’appoggia. Però non c’è verso, cerca lo scontro, lo vedo dallo sguardo che fa e infatti aggiunge: “Si, ma la polizia si è solo difesa!” Sbotto, non reggo e sbotto: “Si è solo difesa? Si è solo difesa? Hanno caricato la gente che manifestava pacificamente, hanno caricato addirittura i boy scout, hanno picchiato a sangue i ragazzi mentre dormivano, li hanno portati fuori che erano ancora nei loro sacchi a pelo che grondavano sangue! E queste scene le hanno passate a Canale 5! Hanno caricato le Donne in Nero. Ci sono testimonianze di signore di sessanta anni picchiate, di avvocati che erano lì. Hanno fatto entrare a Genova chiunque, e poi hanno chiuso la stazione e le strade. E la gente non sapeva dove scappare. Da una parte c’era la polizia con i manganelli e i lacrimogeni e dall’altra i Black Block che incendiavano le macchine e in mezzo quei poveretti disarmati, disarmati! In maglietta e pantaloni!. I Black Block erano un centinaio, bendati, tutti in nero e sono stati picchiati migliaia di civili, altri sequestrati! E dico sequestrati per giorni, senza che nessuno potesse sapere niente di dove erano di come stavano, se erano morti o vivi!!! Questa non è neanche repressione. Queste sono le basi per un colpo di stato!!!” 

Ops! Si sono girati tutti, i giocatori hanno smesso di giocare, anche i bimbi al bancone dei gelati si sono zittiti.

Arnaldo resta un attimo perplesso e poi quasi con un saltello dice “Se l’hai letto sul Manifesto non ci credo!!!! Vado a portare una bombola, stai tu al bar?”

“E chi si muove!”

E tutto ricomincia: i giocatori, i bambini con i gelati e i gettoni dei video giochi. Guardo la bottiglia del camerata e le prometto che quanto prima la farò finire diritta nel cesso con tutta l’etichetta.

Finisce così, finisce sempre così, mi guardano come se fossi un curioso animaletto con la tosse e quando smetto di tossire semplicemente cancellano il mio esistere.

Guardo la statuetta, che faccia da coglione, mento grosso - elmetto piccolo, però ha saputo farsi ascoltare, lui. Ecco dove sbaglio: io devo dire cazzate non verità.

Anche se il nostro maggio ha fatto a meno del vostro coraggio

se la paura di guardare vi ha fatto chinare il mento

[…] lasciandoci in buona fede massacrare sui marciapiede

anche se ora ve ne fregate voi quella notte voi c’eravate.

[…] E se credete ora che tutto sia come prima

perché avete votato ancora la sicurezza, la disciplina.

[…] Verremmo ancora alle vostre porte e grideremo ancora più forte

per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti .

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venerdì, 10 febbraio 2006

SOSTENIAMO UN'INIZIATIVA GIUSTA!

una piccola ma significativa iniziativa per manterere vivo il ricordo del coraggio e della passione civile di PEPPINO IMPASTATO, nella memoria delle giovani e future generazioni!

http://www.partinico.info/?q=tante_strade_per_peppino

postato da: dilaniagrini alle ore 11:48 | Permalink | commenti (16)
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