La prerogativa di ogni conversazione che si svolge in questo bar è una totale mancanza di freni inibitori, regole di decenza e di senso di umanità. Detta così in effetti potrebbe sembrare una cosa diversa da quella che è e infatti è un’altra cosa.
Lo sapevate che la montagna esercita un effetto benefico e calmante sul corpo e sulla mente? Ma soprattutto esercita questo effetto benefico e calmante su tutta quella variegata popolazione chiamata handicappati, disabili, diversamente abili e svantaggiati.
Qui, questi appellativi scordateveli. In questo bar i termini politically correct semplicemente non esistono, sostituiti da termini quali mongoli, stortoni, scemi, sfortunati.
Qui, in questa piccola comunità autoregolata e autodeterminata, ad ognuno di loro viene affibbiata una identità personale basata sul segno che più li caratterizza: la loro malattia.
La concentrazione di scemi nel camping è andata aumentando nel tempo in modo esponenziale. La presenza di carrozzine e affini ha visto l’Arnaldo impegnato in continue attività di adeguamento delle strutture ricettive sia in base alle leggi che al buon senso. E fin qui tutti concordi.
Il problema è che l’imprenditore ha termini ristrettissimi per adeguarsi alle leggi che escono ad ogni luna del governo e spesso da un governo all’altro - (...) le multe sono salatissime e se l’imprenditore in quel momento non ha i fondi per tali opere, non sono problemi dello stato.
Spesso, queste norme si contraddicono, soprattutto rispetto a misure, percentuali, protezioni, parapetti, corrimano, rampe di viabilità ecc…
Questa “pressa legale” si associa alla fastidiosa considerazione che quello che per le aziende private ha effetto immediato, non ha la stessa urgenza per quelle pubbliche.
Se ti scappa e sei in carrozzella al Camping Paradiso la fai senza problemi, se devi andare in comune a rifare la carta di identità e ti scappa o devi votare - (avete mai notato come sono fatte le cabine per il rispetto della segretezza del voto? Ma chi è quel decerebrato che le ha progettate? E lo hanno anche pagato magari!) - non la fai e non voti.
Frustrazione per gli obblighi irragionevoli e dispendiosi, senso di angoscia per la sofferenza di queste persone e bisogno di esorcizzare il senso di colpa di essere “normale” davanti a un “diverso”, oggettivi fastidi e imprevisti che la presenza di queste persone provoca in una comunità di gretti, intolleranti e bigotti costituita da 150 famiglie e il gioco è fatto. Anzi la storia è fatta.
L’astio e il palesamento dello sfottò dell’Arnaldo nacque a causa di una coppia di benpensanti religiosi praticanti che: primo figlio con una malattia ereditaria che colpisce il sistema muscolare invalidante e peggiorativa.
Ne fanno un altro, stessa sorte: malattia ereditaria che colpisce il sistema muscolare invalidante e peggiorativa.
Ma non si fermano e soprattutto, nessuno li ferma e ne fanno un altro e stessa sorte e dulcis in fundo prendono un bambino disagiato in affidamento temporaneo. E chiaramente tutta la tribù al Camping Paradiso! E l’Arnaldo spiana buche, sistema i cessi, pulisce i vialetti da pigne, rametti, pietruzze più grandi del normale brecciato, toglie radici di pini secolari che spuntano dal terreno.
Il capostipite di questa sfortunata stirpe, negli anni, ha però sempre trovato il modo per rimarcare le difficoltà che i suoi figli sopportano essendo costretti a percorrere le stradine con il brecciato in carrozzina. Poverini, ma di fatto questo è un campeggio in montagna e forse non è il caso di asfaltare i vialetti alberati. I bagni sono a norma, abbondantemente riscaldati, puliti, confortevoli ma non sono di certo come avere il bagno in camera. Ma, in teoria, il bello del campeggio è anche questo.
E una e due e tre e alla fine l’Arnaldo sbotta: “Quella testa di cazzo, lui e tutta la sua tribù di scemi! Non è mica colpa mia se c’ha il bigolo storto e sforna stortoni”!
“Arnaldo smettila”,
“No, non la smetto, cosa c’entro io se quello fabbrica scemi”,
“Arnaldo piantala”,
“Io? È lui che la deve piantare di rompermi i coglioni, questo non è mica un ricovero per scemi, la deve piantare lui, se di secondo lavoro fa il fabbricante di scemi, perché dopo me li devo ciucciare io?”
“Ma insomma Arnaldo, taci un po’, ti sentono tutti, guarda che siamo in un bar!”
“Non me ne fotte niente, non è mica colpa mia se quello fabbrica scemi e poi, secondo lui, dovrei cambiare tutto qui dentro perché su 150 famiglie 10 sono storti e tre li ha fabbricati lui e poi me li devo ciucciare io, anzi ce li dobbiamo ciucciare noi!”
“Ma insomma Arnaldo adesso basta, Adele!!”
“Ah!!! Addio! Chiama un’altra buona, quella lì, per lei sono tutti poverini e allora avanti! Tiriamo giù tutti gli abeti così loro, poverini, possono passare meglio. Poverini un cazzo! Stiano a casa loro allora!”
“Basta Arnaldo sei un buzzurro! Un criminale! Adele!!! Questo ricomincia! Vado a fare un giro in Pineta e guarda che c’è n’è già stato uno con queste idee e ha macchiato per sempre tutto il mondo civilizzato.”
“Oh Dio! Me mama! Adesso riparte, basta aiuto, qui non ci si può sfogare neanche un po’. Ho fatto i cessi a norma, le rampe a norma, i vialetti spianati, cosa devo fare ancora andare a reggergli il bigolo mentre pisciano? Achille, vammi a prendere la moto sega che vado a tirare giù un po’ di abeti, magari così passano meglio. Perché sai poverini. E continuiamo con i poverini, e con il volemose bene!”
“Basta, vado a comprare le sigarette, se non torno più sai perché. Bestia! E tu Achille non ridere, che ce n’è anche per te”.... CONTINUA...