giovedì, 27 aprile 2006

Dopo l'attentato di Nassiriya il centrosinistra ribadisce l'impegno sul ritiro
Non ci sarà né un ripensamento, né un'accelerazione: "L'agenda la fa la politica"

Iraq, l'Unione conferma il programma
"I terroristi non ci condizioneranno"

e quanti cazzo ne devono morire ancora nel nome della "buona politica internazionale", perchè qualcosa accada?  ... stronzi...

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categoria:politica
mercoledì, 26 aprile 2006

CAMPING PARADISO ULTIMO ANNO. Il Camping Paradiso contro il maniaco sessuale. PARTE 2.

 

(...) Le prodezze del deficiente della pineta non hanno sortito effetti negativi a lungo termine. La storia del maniaco entra immediatamente nella top ten dell’estate, se fossimo a Rimini qualcuno avrebbe provveduto a stampare magliette e portachiavi sul maniaco.

Entrano in vigore, con effetto immediato misure restrittive a scopo preventivo:

- alle bambine e ai bambini è fatto divieto di andare a giocare in pineta se non opportunamente sorvegliati da un adulto.

Questo vale anche per le passeggiate in pineta di donne giovani e meno giovani.

Le vecchie vadano pure.

- Alle adolescenti viene immediatamente ristretto l’orario di rientro serale con loro grande disappunto, ma come si dice  “Causa di forza maggiore”.

- Ai ragazzi e agli uomini invece non viene applicata nessuna restrizione. Loro si sanno difendere. Insomma l’idiozia dilaga.

Tra i puberi e gli adolescenti si innesca una strana dimostrazione di forza e coraggio a modo di antico rito iniziatico: vanno tutti in pineta al tramonto, si raccontano storie terribili di maniaci assassini e stupratori. (...) Di solito c’è sempre quello che arriva per ultimo e camminando. Per un giorno o due tra un gelato e l’altro sento ripetere alle ragazze solo il suo nome e dopo un po’ ricominciano il gioco.

Ma la corrente testosteronica più potente proviene dal maschio adulto. Dai 20 anni in su, qualsiasi maschio del camping che si presenta al bancone afferma la sua personale visione di sè versione "super uomo difensore delle più deboli" alle prese con il fantomatico maniaco. Ecco le principali versioni, da quella più pacata a quella più estremista:

Versione uomo d’onore: “Ah, quel lì, quel scemo lì, se mi lo vedi ghè do du sgiaffun, te vedi ti ch’el va e torna pù”[1].

Versione Rambo contro il maniaco: “Ah, mi se l’incontro con quel bigul de fora el disi, veh, bigul! Tel facci vedar mi![2] E gli do una passata che sta sicuro che non si rialza più per un bel po! Bisogna sterminarli quei così!"

Il mormorio continua, truppe non regolari si organizzano spontaneamente per brevi e disorganizzati pattugliamenti diurni tra una partita a carte e l’altra.

L’Arnaldo e l’Achille, ovvero le autorità istituzionali, decidono di intensificare i pattugliamenti per ristabilire il senso di efficacia e di protezione dei confini e dopo qualche giorno ecco lo scoop: affermano di essere andati nel bosco e di aver individuato nella boscaglia un tipo un po’ così (un po’ maniaco?!?) e gli hanno intimato (a detta loro con qualche pedata) di allontanarsi dalla zona e di non farvi mai più ritorno.

Non so se era vero o meno, ma l’affermazione ha sortito l’effetto desiderato sulla comunità. Dopo poco sono state ritirate tutte le norme restrittive con grande gioia delle ragazze che sono potute tornare la sera al solito orario di ordinanza.

Anche la statuetta sembra soddisfatta dell’ardire e della baldanza delle sue truppe.

Io penso che dovrebbero vietare gli eccessi di testosterone alla stregua delle droghe pesanti.

Ah! rieccolo che ri ripassa ... avanti e indietro. Una volta fuma, una volta ha un libro sotto braccio, una volta le cuffie e ascolta musica, una volta gli occhiali da sole e la testa bassa... E io qui, sulla staccionata di legno davanti all'entrata del bar appollaiata come un gufo a fargli da "conta giri" ... Chi siete? Che volete? che portate? Un fiornino... eh! Oggi poi, non si è ancora visto... Mah!

"Ciao!"

"..."

"Ciaoo!"

"..."

"Ciao!! Ma dove ti sei persa?"

"Ahh, Ahh, chi caz.." oddio è lui, parla con me.. aiuto.. che faccio, dove vado, che dico..

"Ah, sei tu, eh dimmi, hai bisogno di qualcosa?"

"No, non avevo bisogno di niente, passavo di qua, senti ma che fai .... "

" Eh, scusa, devo andare dentro, è arrivato un cliente .."

" Ciao..."

 L'ennesima fuga strategica. L'imperitura barista non si smentisce mai.... accidenti a me... sono una cozza io!!!

 


[1] Quello lì, quello scemo lì, se lo vedo gli dò due schiaffoni, che vedi te che va e non torna più.

[2] Ah, io se l’incontro con quel bigolo di fuori gli dico, ueh! Bigolo! Te lo faccio vedere io!

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venerdì, 21 aprile 2006

CAMPING PARADISO ULTIMO ANNO. Il Camping Paradiso contro il maniaco sessuale. PARTE 1

Un giorno spunta al bar una donna tutta scossa, spaventata, agitata. Afferma di essere stata importunata da un uomo che, spuntato da dietro un pino, le ha mostrato … beh insomma… L’Arnaldo si alliscia il baffo sinistro mentre medita sul da farsi, queste sono le cose che fanno veramente imbestialire, perché per lui, e giustamente, le donne non si devono toccare neanche con fiore, figuriamoci molestare. Chiede consiglio all’Achille (fratello e fido compare) e decidono di tenere la cosa il più possibile sotto controllo, ovvero tentano di evitare che la notizia tramite il tam tam arrivi ai cessi nuovi (ultimi in fondo) in meno di 10 minuti.

Fanno comunque un giro di perlustrazione della pineta. Così, tanto per sondare. Partono alla volta della pineta dalla viuzza laterale al bar e fanno un ampio giro intorno alla recinzione. Metri percorsi 4000. Tempo di percorrenza stimato: 11 min circa. Il camping mormora. Perché l’Arnaldo e l’Achille in un afoso pomeriggio di agosto hanno fatto il giro del camping, dall’esterno, in fretta e furia con aria guardinga e sospettosa?

Dal sopralluogo non emerge nulla di anormale, Arnaldo decide di fare una segnalazione ai carabinieri. Tempo 3 giorni si rivive la stessa scena: donna scossa, spaventata, agitata che entra nel bar. Ma tutte qui devono venire? Ma non possono andare direttamente dai carabinieri? Ma tant’è. Ormai la voce si è sparsa, si scopre anche la precedente segnalazione. Il camping stra mormora.

La statuetta, dalla sua posizione di dominanza, richiama gli uomini all’antico onore, è ora di imbracciare le armi e difendere le proprie donne dal maniaco della pineta. Gli uomini della brigata “Paradiso” aguzzano lo sguardo per giorni, ma del maniaco neanche l’ombra, “Riposo soldati si torna alle carte”. Finchè, circa una settimana dopo, nel solito pomeriggio afoso di agosto un gruppo di bambine del camping tornano di corsa, urlanti, piangenti e sconvolte dalla pineta. Dopo i primi attimi di sconcerto le bambine raccontano che un uomo ha mostrato loro il suo “coso” “insomma si è scoperto lì”.

Ecco che viene inscenato il momento della tragedia stile Cavalleria Rusticana: da una parte tutte le donne che recitano la parte delle vedove inconsolabili intorno alle povere vittime sulla quale virtù è stata gettata un’onta (virtuale ma sempre onta), dall’altra parte il gruppo degli uomini colpiti nell’onore, gridano alla vendetta mentre la statuetta si prepara a rivivere momenti di gloria e di truppe schierate pronte all’attacco del nemico. Per fortuna che in questo dramma epico c’è sempre qualcuno che ha bisogno di schiarirsi la voce con un bianchino o una bibita, quindi io osservo la scena dalla mia solita postazione. Avverto la fastidiosa esultanza della statuetta, ma che posso fare l’aria che tira nella parte maschile è proprio quella. Dopo mezz’ora di recitazione in free style, tutti vanno ad approfondire l’argomento nei rispettivi punti strategici di passaggio di informazione e approvvigionamento truppe, ovvero vari tavoli di legno sparsi nel camping che raggruppano circa 4 famiglie di campeggiatori. Nel bar restano le bimbe accudite da noi “ragazze grandi”. Per distenderle un po’ offro loro dei gelati e forse è proprio il dolce mischiato al fresco che le fa riprendere , a un certo punto una di loro fa un sorrisetto fra l’imbarazzato e il divertito e ci dice "C’aveva un coso enorme!” e tutte ridono. Bene, possiamo sospirare allo scampato trauma infantile. ... CONTINUA....

postato da: dilaniagrini alle ore 14:37 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, 20 aprile 2006

CAMPING PARADISO ULTIMO ANNO. IL FABBRICANTE DI SCEMI. PARTE 2

I giorni passano, luglio incombe e quello è stato un anno piuttosto sfortunato. Una ragazza cognitivamente ritardata ed emotivamente instabile è scappata creando il panico generale anche perché, prima di fuggire, ha quasi ammazzato la madre tirandole vari oggetti contundenti. Un ragazzo in condizioni disastrose dalla nascita, ha avuto diverse crisi respiratorie. Una tipa già stramba di suo, qualche anno fa ha avuto un incidente che l’ha resa ancora più stramba, ha poi sposato uno peggio di lei (ma dove è riuscita a scovarlo?) e hanno prolificato. Il bimbo, che ora ha cinque anni, sta diventando l’incubo del vicinato e dell’Arnaldo, che, esasperato, gli ha già dato un bel soprannome “Schizzo”. Ogni sera compare al bar un ragazzo spastico, che non fa niente di che, ma vederlo strascinarsi a fatica mette tristezza e angoscia e allora alè! Altro sopranome “ Manina” e poi c’è “Tutan Kamon” “Nosferatu” e altri ancora.

E mentre gli altri fabbricano scemi, qui al bar si fabbricano soprannomi sempre più crudeli. A volte l’Arnaldo, in combutta con l’Achille, si diverte a inscenare “l’appello” ovvero la rappresentazione di una classe popolata di stortoni dove l’Achille è l’insegnate che fa l’appello con i soprannomi e l’Arnaldo i personaggi. Dopo un po’ io chiamo l’Adele, soprattutto quando l’allegra scenetta viene rappresentata in presenza della piccola Agata. Comincia allora la lotta per “fermare la barbarie” e cercare di allentare la tensione.

Per fortuna, verso le cinque, quando solitamente ci sono venti minuti di calma arriva puntuale Pierino, un signore di almeno 50 anni rimasto a quando ne aveva sei o sette con gravi problemi anche a livello motorio. Arriva strascinandosi a fatica, entra e si siede stanco sempre al solito tavolino nella solita sedia e tenta di guardarmi, o forse mi guarda, ma essendo molto strabico non so se si rivolge proprio a me o a qualche suo amico immaginario. Contento chiede “Un sciucco, un sciucco”, io so cosa vuole e gli porto il suo succo alla pera nel bicchiere con la cannuccia. Lo beve piano, gustandolo sorso a sorso poi apre la mano e mi da i soldi contati che gli hanno messo in tasca. Ha uno sguardo così contento e soddisfatto di essere riuscito nell’impresa del succo che mi rende felice, forse allegra e non mi fa neanche pena. E ogni giorno aspetto alla solita ora, finchè non lo vedo arrivare dal vialetto in alto, con la sua andatura ciondolante, aiutato da un bastone, tutto affaticato.

“Ciao Pierino a domani”. “ Sciao sciao”. E se ne va.

postato da: dilaniagrini alle ore 08:23 | Permalink | commenti (3)
categoria:camping paradiso
giovedì, 13 aprile 2006

In effetti ero indecisa sul postare o meno questo episodio del camping, poi mi sono detta che più si conosce l'avversario e più lo si può combattere quindi ...

CAMPING PARADISO ULTIMO ANNO. IL FABBRICANTE DI SCEMI. PARTE 1

  La prerogativa di ogni conversazione che si svolge in questo bar è una totale mancanza di freni inibitori, regole di decenza e di senso di umanità. Detta così in effetti potrebbe sembrare una cosa diversa da quella che è e infatti è un’altra cosa.

Lo sapevate che la montagna esercita un effetto benefico e calmante sul corpo e sulla mente? Ma soprattutto esercita questo effetto benefico e calmante su tutta quella variegata popolazione chiamata handicappati, disabili, diversamente abili e svantaggiati.

Qui, questi appellativi scordateveli. In questo bar i termini politically correct semplicemente non esistono, sostituiti da termini quali mongoli, stortoni, scemi, sfortunati.

Qui, in questa piccola comunità autoregolata e autodeterminata, ad ognuno di loro viene affibbiata una identità personale basata sul segno che più li caratterizza: la loro malattia.

La concentrazione di scemi nel camping è andata aumentando nel tempo in modo esponenziale. La presenza di carrozzine e affini ha visto l’Arnaldo impegnato in continue attività di adeguamento delle strutture ricettive sia in base alle leggi che al buon senso. E fin qui tutti concordi.

 

Il problema è che l’imprenditore ha termini ristrettissimi per adeguarsi alle leggi che escono ad ogni luna del governo e spesso da un governo all’altro - (...) le multe sono salatissime e se l’imprenditore in quel momento non ha i fondi per tali opere, non sono problemi dello stato.

Spesso, queste norme si contraddicono, soprattutto rispetto a misure, percentuali, protezioni, parapetti, corrimano, rampe di viabilità ecc…

Questa “pressa legale” si associa alla fastidiosa considerazione che quello che per le aziende private ha effetto immediato, non ha la stessa urgenza per quelle pubbliche.

Se ti scappa e sei in carrozzella al Camping Paradiso la fai senza problemi, se devi andare in comune a rifare la carta di identità e ti scappa o devi votare - (avete mai notato come sono fatte le cabine per il rispetto della segretezza del voto? Ma chi è quel decerebrato che le ha progettate? E lo hanno anche pagato magari!) - non la fai e non voti.

Frustrazione per gli obblighi irragionevoli e dispendiosi, senso di angoscia per la sofferenza di queste persone e bisogno di esorcizzare il senso di colpa di essere “normale” davanti a un “diverso”, oggettivi fastidi e imprevisti che la presenza di queste persone provoca in una comunità di gretti, intolleranti e bigotti costituita da 150 famiglie e il gioco è fatto. Anzi la storia è fatta.

 

L’astio e il palesamento dello sfottò dell’Arnaldo nacque a causa di una coppia di benpensanti religiosi praticanti che: primo figlio con una malattia ereditaria che colpisce il sistema muscolare invalidante e peggiorativa.

Ne fanno un altro, stessa sorte: malattia ereditaria che colpisce il sistema muscolare invalidante e peggiorativa.

Ma non si fermano e soprattutto, nessuno li ferma e ne fanno un altro e stessa sorte e dulcis in fundo prendono un bambino disagiato in affidamento temporaneo. E chiaramente tutta la tribù al Camping Paradiso! E l’Arnaldo spiana buche, sistema i cessi, pulisce i vialetti da pigne, rametti, pietruzze più grandi del normale brecciato, toglie radici di pini secolari che spuntano dal terreno.

Il capostipite di questa sfortunata stirpe, negli anni, ha però sempre trovato il modo per rimarcare le difficoltà che i suoi figli sopportano essendo costretti a percorrere le stradine con il brecciato in carrozzina. Poverini, ma di fatto questo è un campeggio in montagna e forse non è il caso di asfaltare i vialetti alberati. I bagni sono a norma, abbondantemente riscaldati, puliti, confortevoli ma non sono di certo come avere il bagno in camera. Ma, in teoria, il bello del campeggio è anche questo.

E una e due e tre e alla fine l’Arnaldo sbotta: “Quella testa di cazzo, lui e tutta la sua tribù di scemi! Non è mica colpa mia se c’ha il bigolo storto e sforna stortoni”!

“Arnaldo smettila”,

“No, non la smetto, cosa c’entro io se quello fabbrica scemi”,

“Arnaldo piantala”,

“Io? È lui che la deve piantare di rompermi i coglioni, questo non è mica un ricovero per scemi, la deve piantare lui, se di secondo lavoro fa il fabbricante di scemi, perché dopo me li devo ciucciare io?”

“Ma insomma Arnaldo, taci un po’, ti sentono tutti, guarda che siamo in un bar!”

“Non me ne fotte niente, non è mica colpa mia se quello fabbrica scemi e poi, secondo lui, dovrei cambiare tutto qui dentro perché su 150 famiglie 10 sono storti e tre li ha fabbricati lui e poi me li devo ciucciare io, anzi ce li dobbiamo ciucciare noi!”

“Ma insomma Arnaldo adesso basta, Adele!!”

“Ah!!! Addio! Chiama un’altra buona, quella lì, per lei sono tutti poverini e allora avanti! Tiriamo giù tutti gli abeti così loro, poverini, possono passare meglio. Poverini un cazzo! Stiano a casa loro allora!”

“Basta Arnaldo sei un buzzurro! Un criminale! Adele!!! Questo ricomincia! Vado a fare un giro in Pineta e guarda che c’è n’è già stato uno con queste idee e ha macchiato per sempre tutto il mondo civilizzato.”

“Oh Dio! Me mama! Adesso riparte, basta aiuto, qui non ci si può sfogare neanche un po’. Ho fatto i cessi a norma, le rampe a norma, i vialetti spianati, cosa devo fare ancora andare a reggergli il bigolo mentre pisciano? Achille, vammi a prendere la moto sega che vado a tirare giù un po’ di abeti, magari così passano meglio. Perché sai poverini. E continuiamo con i poverini, e con il volemose bene!”

“Basta, vado a comprare le sigarette, se non torno più sai perché. Bestia! E tu Achille non ridere, che ce n’è anche per te”.... CONTINUA...

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categoria:camping paradiso
martedì, 11 aprile 2006

SONDAGGIO (cazziata  da  Alex, reagisco ed esprimo le mie perplessità)

 

Considerato lo schifo di una vittoria risicatissima, ho sempre meno fiducia negli italiani che hanno fatto di forza Italia il  partito più votato.  allora “du so’ le tre cose”:

1  mi faccio attrice del pensiero di molti ed espatrio e in culo questa Italia di merda.

 

2  porto il  cervello all’ammasso e comincio ad  imbottirmi di grande fratello, fiction idiote e, immancabile, porta a porta. Così, tra qualche mese, tanto indignata poi non sarò più, o meglio potrei ancora esserlo, però dovrò assolutamente vedere qualcosa in tv,  e non potrò indignarmi più del dovuto.

 

3 aspetto, valuto, partecipo.. Ma già troppe cose di questa unione mi facevano schifo, figuriamoci adesso che andiamo al governo praticamente delegittimati.

 

 Quindi?  Cosa farete voi? E quale scegliereste come ipotesi?

per idee in merito visitate : http://alex321.splinder.com/post/7734594#comment

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categoria:politica
martedì, 11 aprile 2006

NON HO PAROLE. E PENSO CHE PER UN PO' NON DIRO' ALTRO. SONO TROPPO INCAZZATA E AVVILITA...

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categoria:politica
lunedì, 10 aprile 2006
MOMENTI DI SOSPENSIONE E ATTESA... TRA UN PO' SI CHIUDONO I SEGGI... MI SENTO COME UNA BAMBINA IN FILA DAL DOTTORE. SUDO FREDDO..
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mercoledì, 05 aprile 2006

CAMPING PARADISO ULTIMO ANNO. Quando l'Agata imparò a cantare parte 2

(...) Bastardi! Traditori, millantatori, plagiatori di giovani menti indifese, scorretti!!

 “Hai sentito che belle canzoncine ha imparato l’Agata?”   “Gliele hai insegnate tu?”    “No, in macchina c’era una cassetta di papà, con le vecchie canzoni di guerra”,    “Queste sono canzoni del regime non di guerra".

Agata piccina? Come faceva quella canzone del cartone animato di Mila e Shiro?”    “Mila e Shiro, due cuori nella palla volo, Mila e Shiro…!” E poi dicono che Cristina d’Avena non serve a un cazzo!

 Fu così che partii al contrattacco, volete il gioco sporco? Volete fregarmi sul tempo? Beh, non ce la farete! Guerra? E guerra sia! Caro il mio testa di bronzo, in questa Italia nata dalla resistenza si può ancora lottare ad armi pari! Ah! E l’Agata, che il lunedì mattina voleva venire con me al mercato, imparò anche Candy Candy, Lady Oscar, Bandiera Rossa, Anna dai capelli rossi, l’Ape Maia, O bella ciao, capitan Harlok (anche qualche idea anarchica non guasta mai), Mazinga Zeta, Gig Robot, Compagni dai campi e dalle officine, Belle e Sebastienne e i Ribelli della Montagna. Fornitele gli strumenti a lei la scelta, perché noi, statuetta ignobile, noi, non inculchiamo idee, noi, ci basiamo sul libero arbitrio, noi! E sulla conoscenza, e sulla cultura, noi!

 Ecco, sto di nuovo facendo la madonna penitente del partito e parlo con un mezzo busto in ceramica. Che qualcuno mi aiuti. Compagni, venite in mio soccorso!

“Ciao”        Oh! Oh! Oh!!! È lui in persona!!!    “Ciao”

 “Domani arrivano dei miei amici da Milano, devo portarti i documenti?” No, devi portarmi in pineta di notte   “No, cioè si, quando arrivano ho bisogno della carta di identità di ognuno di loro” Che frase ricca di significato che ho detto, sono commossa! Oddio guarda verso gli alcolici, oddio la statuetta! Dov’era, non mi ricordo, dietro il Ramazzotti. Oddio la bottiglia del camerata l’avevo girata? Se le ha viste, si gira e non torna mai più!   “Mi daresti, vediamo, un Ramazzotti?”    “Eh? Ah si, cioè no. È quasi finito, vado a prendere un’altra bottiglia in cantina” “Ma no quella basta, non devo mica devastarmi!”     “Ah! Ah! Eh! No, ma sai, è aperta da troppo tempo non lo prende mai nessuno il Ramazzati, non è più buono vado a prenderne un’altra ci metto un attimo”

Ma quanto sono oca? Ma quanto sono gallina? Si, no, eh, ah. Ma dove l’ho scordato il cervello oggi? E poi anche lui, proprio milanese nell’osso, un Ramazzotti, con tutti gli alcolici che ci sono! Oddio non lo trovo, non dirmi che è finito! Ah, no eccolo! Che culo, l’ultima.   “Ecco a te” “Grazie”

devo dire qualcosa! Devo dire qualcosa. Dico qualcosa, ma cosa dico? Oh no! Ha visto la bottiglia del camerata, non era voltata! Ma è una congiura, perché? “Quant’è?”   “Due euro”, “Tieni ciao”. “Ciao”.

 Oh bello ciao, bello ciao, bello ciao, ciao, ciao! Anzi addio, perché mi sa che qui nel covo non ci metti più piede. Non l’ha neanche finito il Ramazzotti. Bottiglia di merda! Perché? Tu non ci arrivi a domani mattina, finisci nel cesso.

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categoria:camping paradiso
martedì, 04 aprile 2006
BREVE INCISO: il sig. Panunzio si è preso la briga e di certo il gusto di dare a tutti il ragguaglio giusto ed è andato ad intervistare i fasci.... buona lettura http://dottorpanunzio.splinder.com/ 
postato da: dilaniagrini alle ore 14:26 | Permalink | commenti (4)
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