martedì, 30 maggio 2006

CAMPING PARADISO ULTIMO ANNO. Il senso della vita. Sogni e desideri. PARTE 1

 

Io voglio diventare tante cose, ma soprattutto voglio diventare Imperatore Galattico. I (...)

E se proprio non diventerò Imperatore Galattico acquisterò almeno i poteri di Wonder Woman, starò sveglia 24 ore al giorno, girerò il mondo e aiuterò i deboli e gli oppressi, schiaccerò le palle dei cattivi e grazie a me il mondo sarà in luogo migliore.

(...)

Ogni tanto, mentre ozio dietro questo bancone, mi scopro ad immaginare una vita diversa da questa e a escogitare i modi più disparati per realizzare i miei sogni. Da questi pensieri ho cominciato a osservare gli altri per capire quali sono i loro sogni e come li hanno raggiunti, se, li hanno raggiunti.

Dei sogni dell’Arnaldo so tutto: lui vuole vendere il campeggio, “Perché dopo 20 anni di questo lavoro, in questo posto di merda non ne posso più”, e ritirarsi nel “Delizioso Casaletto” per poter “Morire in pace nel campo accanto alla gallina” e “Non qui in questo buco di culo di mondo accanto a questi stronzi”.

Questo è il sogno, non dovrebbe essere difficile realizzarlo ma tra una menata e l’altra il delizioso casaletto non lo ha ancora comprato anche se, a furia di descriverlo, noi tutti ne abbiamo un’idea molto chiara.

...Posto tra le colline toscane sorgerà sulla sommità di una di queste, con intorno un terreno di almeno un ettaro recintato, così nessun rompi coglioni potrà entrare. Ci saranno anche degli animali, un orto e un campo arato. C’è solo un problema, oltre a quello secondario di non esistere ancora, cioè l’Adele non ci vuole andare.

Lei e l’Arnaldo hanno dei sogni differenti per le loro vecchiaie - mah! chi li capisce-.

Quindi la rappresentazione del delizioso casaletto cambia: posto tra le colline toscane sorgerà sulla sommità di una di queste, con intorno un terreno di almeno un ettaro recintato, così nessun rompi coglioni potrà entrare; ma nessun rompi coglioni vorrà mai entrare visto che sarà una sorta di baraccopoli anarchica dove la gallina girerà tra i conigli, i conigli gireranno tra le oche, l’asino girerà in giro e tutti insieme gireranno tra erbacce, rottami e sporcizia, mentre l’Arnaldo in canottiera unta, sotto una improvvisata grondaia di alluminio (o eternit, che attualmente costa poco) parlerà di voli e deltaplani con qualche suo amico volatore, anch’egli vecchio e in canottiera unta, bevendo vino e affettando salame. E così passeranno secoli e secoli.

I sogni dell’Adele non li conosco perché non conosco la rappresentazione mentale che lei da al suo desiderio di pace e tranquillità.

Non mi stupirebbe trovarla a 60 anni che si arrampica testarda su una piramide Incas, come non mi stupirebbe trovarla davanti a qualche opera d’arte all’Hermitage. Non mi stupirebbe trovarla in una pasticceria in Austria a mangiare quelle mirabolanti torte che io non ho mai assaggiato ma che lei mi ha descritto spesso.

Non mi stupirebbe trovarla nel suo “Basso Tirolo” mentre litiga con qualche trallo al canile municipale perché quello vuole il bel cucciolino mentre lei vuole dargli il vecchio bastardo rognoso più bisognoso di cure.

 

Nota per il lettore. Trallo è il dispregiativo dato agli Alto Atesini dagli italiani dopo aver constatato che a chiamarli crucchi non si offendono, e soprattutto da quando quel popolo intelligente come protesta negli anni ’50/’60 ha fatto saltare i tralicci della corrente elettrica che proveniva dall'Italia e sono rimasti al buio per un bel po’. Allora da traliccio, Trallo.

 

Mi stupirei di trovarla al delizioso casaletto, mentre con quel suo sguardo di disapprovazione che fa solo quando vede le boiate che combina l’Arnaldo, toglie le erbacce, disciplina il glicine, mette a posto gli animali e intima all’Arnaldo di andarsi a fare una doccia. Mi stupirei, ma forse non mi stupirei.... CONTINUA...

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categoria:camping paradiso
venerdì, 26 maggio 2006
www.arcoiris.tv
Loose Change - Film sui fatti del 11 Settembre 2001

Loose Change Dylan Avery


Il filmato Loose Change verrà trasmesso sul satellite di Arcoiris TV
il 28/05 alle ore 21:00 e in replica il 29/05/2006 alle ore 8:00


COME VEDERCI:


Per le persone fornite di un decoder non sky

Hotbird 7a - 13° est
TRASPONDER: 18
FREQUENZA: 11.541,03
FEQ: 5/6
POLARIZZAZIONE: Verticale
SYMBOL RATE: 22.000 Mbauds
Nome Canale: Arcoiris Tv

Per le persone fornite di un decoder sky
Seguire le istruzioni che appaiono cliccando questo link!

Loose Change è sicuramente il film più completo ed interessante uscito fino ad oggi sull'undici settembre. L'autore è Dylan Avery, un ragazzo poco più che ventenne, che due anni fa si è messo a raccogliere e studiare l'immensa mole di materiale esistente in rete, e ne ha fatto, insieme al suo amico Korey Rowe - fresco reduce delle guerre in Afghanistan e Iraq - un lavoro che è stato già visto, tramite Google Video, da oltre due milioni di persone nel mondo.

Oggi Loose Change arriva anche in Italia con sottotitoli in italiano.

Per chiunque si interessi alla questione dell'undici settembre, e al suo dibattito che non accenna a placarsi, questo è un film assolutamente indispensabile da conoscere.

Visita il sito: www.luogocomune.net

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categoria:cultura
venerdì, 26 maggio 2006

CAMPING PARADISO ULTIMO ANNO. La Tundina. Parte 2

 

“Ciao”

“Ciao Antonio”

“Mi fai il solito?”

“Ma il solito che?”

“ Dai lo spritz”

“Ah! Dopo una volta che te l’ho fatto ora è diventato il solito. Va bene”  Mario, dammi un cretino… Antonio, il cretino biondo (tinto) fa svaporare il mondo…

“Tieni la tua broda gassata”

“E poi?”

“E poi che?”

“Non dovevi farmi vedere qualcosa?”

“Che cosa?”

“Dai quella roba trandy che hai nei pantaloni”

“Ah!! la Tundina!! Ed è per questo che è due giorni che giri intorno al bar come un avvoltoio senza entrare? Aspettavi il momento in cui non c’era nessuno?

“Beh!”

 Ma pensa te! Questo ha capito… mah!

Ecco guarda, così la smetti di immaginarti chissà che!”

“Mah! Mah! che figata è bellissima, posso?

“Giù le mani polipone, guarda che lo stanghett ti attende” 

“È bellissima”

“Ma, hai capito a cosa serve?” domanda retorica dalla risposta scontata

“A niente, è per bellezza”

“La bellezza del tuo culo peloso, guarda: la stacco, la aggancio qui, la passo qui e poi la attacco qua! Hai capito?”

“Si!!!! E quando io sono li per toglierti i pantaloni…”

“Che cosa mi togli tu? Caprone sciapito?”

“No scherzavo! Dai, fammela vedere ancora,”

“No”

“Ma dove posso trovarla?”

“Qui non la trovi, naturalmente, ma neanche a Milano. La Tunduna l’ha inventata una mia amica e la vendono solo in alcuni locali,  …a centinaia di km da qui, quindi scordatela!”

“E allora fammela vedere di nuovo ti prego!”

“Solo se non ti fai vedere qui per almeno tre giorni. Sloggia cretino!”

Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! ... Sigh! …Aiuto!!!!
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categoria:camping paradiso
mercoledì, 24 maggio 2006

 CAMPING PARADISO ULTIMO ANNO                                                     La Tundina.    parte 1 

“Ciao Antonio” ecco il ragazzo più cretino del reame che si pone ai miei occhi stanchi di infaticabile lavoratrice.

Ciao carina !!!” Ma questo cretino con chi crede di avere a che fare? “Mi fai uno spritz?”

“Uno che ?”

“Ma dai bella uno spritz, vino bianco frizzante con Aperol. Sono appena tornato da Lignano”

“Da dove?”

“Dai bella, da Lignano Sabbie d’oro, lì bevono solo quello, fa figo, no?!” Aiuto, a parlare con sto scemo mi sento già passata di moda prima ancora di esserlo mai diventata… ma dove prende l’ispirazione?

“Va beh Antonio, diamo una botta di vita al nostro scarno menù alcolico, io verso e tu dimmi le dosi”

“Ma non avete il vinello alla spina?”

“Antonio cosa dici? Questo è il camping Paradiso, ricordi? Sei qui ogni estate da venti anni e mi chiedi se abbiamo il vino alla spina? Ringrazia che abbiamo il vino!!”

“Ah già, allora: mi toccherà aggiornarti sulle ultime news provenienti dal mondo”!

Noo!!! Mi mancava di dover prendere lezione di attualità da una capra montana splittata.

 

Nota per lettore: splittata da split. Split-brain. Operazione con la quale si recidono alcune parti del corpo calloso dell’encefalo (dove passano le informazioni da un emisfero all’altro), per evitare che i focolai dell’epilessia si attacchino da un emisfero all’altro. Così e’ come se un muto parlasse a un sordo.

 

Intanto guarda qua, tah! dah!!!” Si tira su la maglia e mi mostra il petto…ma che schifo! È una scamorza affumicata palestrata.

“E che cosa dovrei vede… Oh dio, dove hai messo i peli? Non puoi essere glabro sei moro come un tizzone” A parte le orrende mèches bionde tinte…

“Gla che? Vorrai dire come un terone, non un tizzone ah! Ah! Per fortuna che dal mio povero nonno ho preso solo il fascino latino e non la teroneria”

Oh Romeo, Romeo, rinnega il tuo nome… spero che tuo nonno dall’aldilà ti folgori in questo preciso istante, infame.

“Mi sono depilato no! Così mi si vede meglio la linea degli addominali” invece le circonvoluzioni dell’encefalo non ti si vedono neanche se ti scoperchiano la scatola cranica e la appoggiano nel cestello dei bicchieri da lavare.

Ah! E tu, ti sei sottoposto a questa tortura solo per evidenziare quei rigonfiamenti quasi impercettibili che tu definisci addominali??”

“Eh la madona, ma a chi sei abituata a Stallone? Anzi, a quale stallone sei abituata?”

“Battutone Antonio!!! Ti piacerebbe sapere i fatti miei ,eh? Invece non ti dico niente e tirati giù la maglietta, ci manca solo che ti vede così qualche campeggiatore, poi è la fine”

“Cioè”

“Dai ricopriti, non rompere”

“Ma ti devo far vedere un’altra figata!”

“No, prima me la descrivi e poi valuto”

“Mi sono depilato anche le gambe e l’inguine. Tah! Dah!”

“Antonio ma mo’ ti ci mando la finisci?? E riallacciati i pantaloni scemo!”

“Eh però, sono trendy no?”.

Mmhh! Adesso lo frego io il muflone che fa il gallo: “Mah, forse, anche se … Antonio, per quello che ho visto, direi proprio che ti manca qualcosa all’altezza dei pantaloni, sai?”

“Ah! ho capito! Vuoi vedere anche il resto, se andiamo di la ti accontento!”

“Ehi carciofo andato a male, mantieni le distanze, sennò prendo lo stanghett e poi vediamo!”

“Eh la madona!! Ma calmati scherzavo!  Ma cosa è che mi manca?”

“Non te lo dico crepa, ma sappi che quando o meglio se una donna” Donna… ma chi mai potrebbe andare con quest’arnese informe e incolore “Arriverà a volerti togliere i pantaloni di dosso,” coraggiosa e dallo stomaco forte “Beh! Rimarrà forse un po’ delusa, visto che ti manca una cosa molto radical chic”

“Molto che???”

“Eh, una cosa più che alla moda, un must”

“Intendi molto trendy?”

Ma perché ci parlo con questo, ma gli pare che io possa pensare a cose trendy?

“No, la tundina non è trendy è alternative – radical - chic”

La che?”

“la Tundina Antonio! E non ti dico cos’è. Io ce l’ho addosso ma non te la faccio vedere…e adesso finisci la tua brodaglia e vattene che arriva una pia donna,”

“Una che?”

“E dai Antonio, vai, su! Vai, lasciami lavorare.”

“Ma voglio sapere cos’è quella roba, chic”

“Forse un’altra volta Antonio, dai su, evapora svaporato!”

“Svapo che?”

“Vattene a fanculo Antonio!”

“Va beh, però la prossima volta mi fai vedere quella cosa che hai che nei pantaloni”

“La Tundina?… vedremo!”

“Ciao!”

Ma cosa devo fare, chiamare il carroattrezzi per farlo andare via?

Che imbecille! Idiota integrale, adesso con la tundina gliela meno finchè non lo esaurisco, modaiolo insipido…Ah! Ah! Mi viene però un dubbio, ha detto in modo strano “La cosa che hai nei pantaloni” chissà cosa ha capito, considerato che la sua età mentale è sui 13 anni in effetti potrebbe aver capito che gliela faccio vedere…. Poverino!

                        continua...

 

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categoria:camping paradiso
giovedì, 18 maggio 2006

Adesso forse riesco a dirlo o a capirlo o a pensarlo. E' morta una mia amica. ecco l'ho detto. Mi ci sono voluti dieci giorni. dieci giorni di di vaghi sprazzi di consapevolezza allontantati subito e con froza da me.

LA PESANTEZZA DEL CORPO. L'IMPORTANZA DEL CORPO.

A volte, anzi spesso, quando si muore, il corpo cessa immedIatamente di avere qualsiasi importanza. Prendono dominio degli altri il ricordo o l'idea di anima o qualsiasi altra cosa, ma il corpo è il primo a non essere più....

e poi ci sono dei casi, tipo questo, dove il corpo o quel che ne resta impone il ritmo al dolore. niente rimpatrio, niente sepoltura, niene funerale, niente tomba. niente.

A quel corpo o a quel che ne resta deve essere data la giusta corresponsione anagrafica. E noi qui, dall'altra parte dell'emisfero, ad aspettare che ci ridiano quel poco che ne resta. Il bisogno atavico di praticare i nostri riti della sepoltura, il bisogno di piangere ancora, il bisogno di piangere assieme, il bisogno di stringerci a lei un'ultima volta...

Il bisogno di visualizzare un posto, un cimitero, con dentro una lapide, con sopra una foto con accanto un vaso dove poter mettere un fiore e piangere... Ma niente di tutto questo ancora, quel corpo, o quel che ne resta, è ancora ramingo e di tornare a casa, per ora non ne vuole sapere...

Grazie a tutti per le vostre parole ... Grazie

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mercoledì, 10 maggio 2006
e dopo un po ci riesci, per qualche motivo ti distrai. è come se nuotassi in apnea, tutto è sulla superficie ma tu sei sotto il pelo dell'acqua e nuoti. luci, rumori, non appartengono alla tua dimensione. tu sei sotto e nuoti trattenendo il fiato. ma ad un certo punto, prima odopo, devi risalire, il fiato è  finito. ed è tutto lì che ti aspetta al bordo dell'acqua... ed è come essere trafitti nuovamente. nuovamente l'immagine, nuovamente il rumore....
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categoria:diario
mercoledì, 10 maggio 2006
sono stanca. sono cosi' stremata che tutto non succede. tutto non è successo. è come se guardassi davanti a me con indosso gli occhiali di un miope, io che ci vedo benissimo. mi sforzo ma dopo qualche secondo tutto si sfuoca ecosì nella mia mente... mi sforzo per, non so nemmeno io cosa, e non ci riesco... ma a far cosa... e se tutto davvero fosse non succecco?
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categoria:diario
mercoledì, 10 maggio 2006
restare nel dormiveglia .. l'unica cosa che veramente avrei voluto oggi.  restare in quel limbo fatto di immagini futili che  passano veloci. poi suoni e piccoli "cortometraggi" di azioni automatiche che tornano in questa fase della semiincoscienza, fluiscono innoque e ti preservano dal delirio del sonno pieno di incubi e dal tormento della veglia, della coscenza, della consapevolezza che non è mai tale.  c'è sempre spazio al dubbio che diventa per qualche secondo un film a lieto fine e poi invece torna la consapevolezza. l'immagine ricorente quella che ti hanno descritto e che ha preso forma nella tua mente. quasi ne senti il rumore... e poi sempre l'ossessiva domanda che non trova mai mai mai risposta: perchè? perchè lei?
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martedì, 09 maggio 2006

è meglio non nominare la morte, è meglio credere che si sia scordata di te per un pò

è meglio non ricordarle che ci sei e che è un pò che non ti gira intorno

sarebbe stato meglio.

 

postato da: dilaniagrini alle ore 21:55 | Permalink | commenti (2)
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giovedì, 04 maggio 2006

Questo episodio è per me molto importante e forse, racchiude proprio lo stato d'animo che vivo ultimamente....

CAMPING PARADISO ULTIMO ANNO. Nei verdi pascoli di Manitù. PARTE 1

Una volta ho letto una teoria sulla morte. Parlava della morte di ognuno. Della morte che ci portiamo dentro da quando nasciamo, come il frutto il nocciolo. Faceva l’esempio della morte di un ciambellano, morte che aveva maturato in sé per tutta la vita. L’eccesso di orgoglio e di autorità che in vita non aveva espresso si erano trasportati nella sua morte che per due mesi aveva tenuto svegli tutti terrorizzandoli. Tutti hanno una propria - personale - morte. Dal mio bancone osservo gli ignari avventori alla ricerca di qualche segnale della morte che si portano dentro. La testa di bronzo qui accanto era infame ed ha avuto una morte infame, tiè. Io la mia morte non la sento ancora e non so come sarà. Forse silenziosa ma non ci voglio pensare. A volte la morte che ci portiamo dentro rispecchia quello che siamo stati altre volte invece fa quello che vuole e ci porta nei verdi pascoli di Manitù come preferisce.

Se è vero che la morte fa quello che vuole almeno il dopo possiamo inventarcelo come ci pare tanto, a quanto dicono, nessuno è ancora tornato indietro a raccontarci com’è. I verdi pascoli di Manitù sono il luogo inventato dall’Arnaldo per spiegare all’Agata dove erano finiti il nonno e il Basso e poi la Isa e il Fox e tanti altri. Quando parla dei verdi pascoli descrive un cielo enorme e verde, non so che c’entri Manitù però, a quanto ho capito, è il padrone di casa. L’Agata aveva 7 anni e probabilmente i verdi pascoli non collimavano con quanto le veniva detto sul paradiso dei preti. Convinta che qualcuno mentisse, ha chiesto a me dove era finito suo nonno. Da poco sentivo parlare dei verdi pascoli di Manitù e mi sono sembrati più allegri del canonico paradiso tutto luce e nuvole bianche e allora anch’io le ho descritto i verdi pascoli e lei piangendo ha detto che voleva andarci anche lei. Forse avevo esagerato con la Mirabilia, le ho detto allora che ci si va solo quando è arrivato il proprio tempo, le ho dato un ghiacciolo e il tempo del dolore è passato con il dolce.

Penso al verde pascolo riservato al Camping Paradiso. Chissà se Manitù è lì per dire ai rompi coglioni che il pascolo è completo o fa passare tutti. Per ora penso a chi lì c’è gia. Penso alla Giuliana, grandi occhi azzurri e voglia di far casino; poi un giorno forse si è stufata, o non so che cosa, però a 26 anni ha deciso che non voleva più stare qui e ha trovato un modo per andarsene, o forse voleva fare uno sgarro al suo destino e alla sua morte decidendo lei modi e tempi. Penso a Matteo, simpatico, allegro, giocoso e sportivo morto una notte di infarto a 25 anni. E questa morte non so che nesso abbia con la sua vita. Penso al Breganza, che dopo aver passato una vita a sbeffeggiare tutti e a curare il proprio corpo da salutista narciso è morto a causa di un tumore al pancreas che per qualche mese lo ha reso mesto, pensoso e schivo e solo dopo se l’è portato via. E voglio parlare di una morte che ancora non ho capito, che secondo me sfugge alla teoria della morte e anche al senso delle cose. La morte del dottor Fumagalli. L’unico che palesemente (e attenti tutti) palesemente gay è riuscito ad essere accettato dai testosteronici maschi del camping e ad accaparrarsi spazi sociali che non volevano concedergli. Con la sua vocina pacata era veramente tagliente e a volte collerico.  Innanzi tutto ha battuto tutti e tutte nella lotta alla raccolta del fungo. Partiva da solo verso le sei e tornava verso le dieci. Entrava nel bar per regalare un bel porcino sano e ben proporzionato all’Adele e, per prendere proprio quello, doveva per forza tirare fuori dal cesto tutti gli altri magnifici boletus  che aveva raccolto, raccogliendo così anche l’invidia dei giocatori e degli altri fungiatt e rinsaldando l’antica faida della caccia al fungo. Non aveva peli sulla lingua e se riteneva di aver subito un torto lo restituiva in modo sottile ed elegante. Nei racconti delle pie donne e metà tra la cronaca e il pettegolezzo ogni tanto spuntava il suo nome e allora sapevo che aveva aiutato questo o quello, solo perché voleva farlo, senza chiedere o aspettarsi niente in cambio. Una mattina parte per il suo giro segreto, perché i posti del fungiatt’ sono segretissimi. Imbocca la mulattiera e dopo cento metri scarsi scivola, cade all’indietro, batte la testa e muore. Così, all’improvviso una mattina. E io ancora non capisco. Ma forse la risposta ce l’ha solo lui che ora è lì, nei verdi pascoli di Manitù. E poi tante altre persone da ricordare, le loro tombe sono lontane ma qualcosa qui è rimasto. (...)

postato da: dilaniagrini alle ore 08:08 | Permalink | commenti (2)
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