CAMPING PARADISO ULTIMO ANNO. Il Camping Paradiso e la cultura. parte 2
(...) “Allora, - non mi fido di questi due, mi sto fregando da sola - sto leggendo un'antologia di poesie di giovani poeti e in particolare mi piace un’autrice ciociara”
“Ahhh, ah bè allora!!”
“Allora chè?" - già comincano a prendermi per il culo-
“Allora è diverso”
“Da che?” questi due mi stanno facendo innervosire
“Beh da quei rob lì di prima, gli hhhharmony”
“E puoi ben dirlo!” tzh!
“E perché non ci leggi qualcosa?
“No” - sto cedendo, sto cendendo, aiuto -
“E perché no?”
“Perché voi siete dei caproidi e volete solo prendermi in giro”
“Ma no ma dai! Adesso finchè si scherza va beh, però insomma non mi sembra che qui, tra me e l’Adele, ci sia un rifiuto netto della cultura”
“L’Adele no, ma tu!”
“Eh! Ma io?”
“Mi hai infamato il Piccolo Principe” -vigliacco insensibile-
“E chi l’è ora sto principe?”
“Uno di un libro, Achille”
“ Uè Arnaldo, t’el disi mi che legge quei libri lì”
“Ma non è il principe che pensi tu, Achille piantala” - ma porca troia!!! ma per chi mi ha preso!!!-
“Eh dai signorina, leggici una poesia del tuo libro”
“No” - nooooo!!!!!!!!!!!!!-
“E dai!”
“E dai!”
“No, se vuoi leggitela te,” - caga cazzo!-
“Ma dai signorina, non riesco bene a leggerla in dialetto ciociaro”
“No” - cazzacci tuoi-
“Ma dai su”
“Ma non avete proprio niente da fare oggi? Non c’è una bombola da portare, una partita a carte da fare?” - andarvene un po' a 'fanculo?-
“No”
“E allora perché dovete rompere a me?” - a qaunto pare si, azz' questi non mollano oggi -
“O, anima cortese mantovana,
di cui la fama ancor nel mondo dura, e durerà quanto il mondo lontana
l’amico mio…”
“Chi quello lì? l’Achille?”
“L’amico mio, e non nella ventura,
nella diserta piaggia è impedito
sì nel cammin, che volto è per paura.
[…] O donna di virtù, sola per cui
l’umana spezie eccede ogni contento”
- no che palle di nuovo Dante .... che stress -
"Va beh, Arnaldo basta, sennò finiamo dopo domani, ti leggo una poesia dell’autrice Fabroni Francesca." Ed è qui che già mi sento stringere il cappio al collo. Accidenti a me e quando mi faccio fregare così.
“Allora si intitola: I ciociara”
“Ma la Ciociaria è in teronia?”
“Ecco lo vedi? Ma cosa ci discuto a fare con voi? Cosa?”
“E dai Achille, muchela lì un momento. Dai continua”
“Uff, allora: I ciociara. Ummm, allora:
I veng
Da na terra d’cunvin”
“che?”
“di confineeee!!!” - cazzo! o milanes, o niente! -
“Ah”
“Addò un’passa p’i a nn’ata via”
“Eh?”
“Terra di passaggio, per un altro dove”
“Ahhh!, vai vai continua”
“I so comm
a chell’muntagne
ca nisciun canosc
“Che?”
“Ma insomma! Una poesia prima si legge tutta, per assaporarne la melodia e poi si traduce, sennò leggetevi la traduzione e come dice l’Arnaldo, chiuso Milano”
“Ah scusa scusa, hai ragione continua”
“Uè, manca molto?... No così chiedevo?”
...CONTINUA....