venerdì, 14 luglio 2006
... dal prossimo post, si va verso la fine della saga del camping.. stiamo arrivando ai capitoli finali..il grande epilogo....

CAMPING PARADISO ULTIMO ANNO: Anche per quest’anno, non cambiare, stessa Pineta stesso Camping!!!! Parte 3.
 
... Altro agosto: Grumus merdae
 
Se capitate al bar del Camping Paradiso avete tre probabilità:
la prima è di trovare l’Adele, che anche se è arrabbiata come una pantera non lo da a vedere ed è anzi molto cordiale;
la seconda è di trovare me che anche se sono arrabbiata come una pantera bofonchio e mi attengo alle formali regole della cordialità;
la terza è di trovare l’Arnaldo che anche se non è arrabbiato come una pantera la probabilità che avete di ricevere un grandioso e sonoro vaffanculo è molto, molto alta.
Si vede che a furia di dispensare insulti qualcuno deve essersene avuto a male e ha pensato di vendicarsi lasciando un bel grumus merdae.
 
Nota per il lettore: le più accreditate teorie psicoanalitiche di stampo freudiano riconoscono negli sfregi che i ladri a volte lasciano nelle case dove hanno appena rubato, una fissazione alla fase anale dello sviluppo psico sessuale.
Lo sfregio in assoluto più caratteristico è appunto il grumus merdae, spesso lasciato su divani e letti soprattutto se molto costosi.
 
L’ignoto campeggiatore o avventore del bar non potendo lasciare la sua “mota di merda” davanti allo zerbino del bar, e non potendo offendere nessuno lasciandola nei cessi, ha pensato bene di spalmare la mota sulle pareti, non so se avvalendosi di suppellettili o usando le sue mani nude.
La Bruna era molto contrariata, l’Adele era infuriata, l’Arnaldo e il suo secondo Amedeo erano veramente, veramente impanteriti.
Questo succedeva il 14 agosto.
Il 15 agosto è un giorno veramente particolare per il camping. I campeggiatori invitano tutti i parenti e gli amici (da li l’intasamento delle fosse settiche) a pranzo, mentre al bar si preparano lunghe tavolate per accogliere la sacra famiglia lombarda e festeggiare insieme il compleanno del primo genito maschio Amedeo.
Ogni anno il 15 agosto alle 12 e 30 l’Arnaldo chiude il bar e va al microfono per divulgare via etere il suo augurio di un buon ferragosto e poi si dilunga, come se fosse a capo di una immensa tavolata di commensali, in riflessioni e propositi rispetto all’andamento della comunità, - anche se non è Natale o capo d’anno lui li fa lo stesso- ricorda obblighi e doveri e si appella al rispetto del prossimo per rinfrancare la convivenza e il senso di appartenenza al gruppo… Mah!
Davanti ai loro piattini di plastica pieni di costine e salsicce appena abbrustolite i campeggiatori ogni 15 agosto alle 12 e 30 aspettano che l’Arnaldo finisca la sua predica e li benedica tutti per iniziare a mangiare.
Quell’anno il suo discorso fu circa così:
 
Nota per il lettore: l’Arnaldo ha una voce grossa, stentorea, dal tono alto, sarebbe l’ideale per doppiare personaggi come Bud Spencer.
 
“Signori campeggiatori attenzione prego, volevo augurare a tutti voi come ogni anno un buon ferragosto, ricordandovi che il bar rimarrà chiuso fino – alle – ore - 16 - solitamente fa delle pause per sottolineare il concetto -, perché anche noi in questo giorno di festa abbiamo il diritto di riposarci un attimo e di festeggiare tra noi - io ho sempre pensato che al campeggiatore non gliene può fregare di meno che tu ti vuoi riposare, lui vuole il caffè, come è sempre stato abituato a prendere e poi penserà “laura barbun!”-.
Volevo inoltre dire a quel figlio di puttana bastardo che si è divertito a spalmare la sua merda puzzolente su tutto il muro del cesso, che queste schifezze le va a fare a casa sua, perché se lo becco gli faccio leccare tutta la merda che ha spalmato con la sua lingua del cazzo e poi gli spezzo le dita così la prossima volta vedrai che ti passa la voglia, di fare ste stronzate. Hai capito bastardo??? Coglione!!!!! Vieni a dire che sei stato tu se ne hai il coraggio!
Comunque signori campeggiatori buon ferragosto e buon appetito”.

Questa è stata una delle rare volte in cui i campeggiatori non hanno applaudito al discorso di ferragosto. Sono seguite parecchie lamentele però....



“Ciao”

“Ciao” Ah! adesso anche a tradimento mi coglie, oddio oddio..

“Come va?”
“Bene” No va di merda, sono la madonna penitente del partito, sono sempre qui, tu non mi porti in pineta di notte e sono pure una cozza!
“Ah! stai leggendo un altro libro!”
Eh! Si!” solo si riesco a dire? Ma sono proprio una cozza recidiva!
“Ah, e mi dai un..”
“Una birra? Che ne dici? Una birra?”
“Si dai, una birra”
“Ne bevo un po’ anch’io con te, ho sete!” Ah però miglioro! Oh no! L’Achille no, proprio adesso no, Perché?
“Uè, signorina bevi per dimenticare?”
“No, io qui dentro solo l’unica che beve perché ha sete, io!” Oddio che ho detto! Ho sputato acido ancora prima di rendermene conto…no! La figura della cozza andata a male, no!
“Ma cus’è che te ghe non sei minga bianca come un strasc’ come sempre, sei quasi rossa, te ste ben?”
“Si”
“E quest chí? Anca lü! bello allegro e colorato nèh?”
“Eh! ..Achille vuoi una birra?”
“ Ma si va! Ehhh! Deh!!!!! Gnuc! Va a ciamà i alter che facciamo una scopa! Dai signorina, passami le carte!
Uè!!! Generale! Te l’hai finita di menarti quell’uccello secco? Ven’chi e sedèss giò[1]!”
“Uè Achille! Stai parlando del tuo bigolo, non del mio!”
Voglio morire, voglio svaporare, voglio eclissarmi, non ho neanche il coraggio di guardarlo o di alzare gli occhi, ma perché sempre a me le sfighe, perché?
“Allora ciao, ci si vede in giro”.

“Ciao” Si in giro, ma dove vuoi che vada? Ma perché proprio ora? Perché proprio adesso? Perché? Insomma io sono timida ho bisogno di atmosfera… non tornerà mai più lo so, non tornerà mai più!


[1]Ven’chi e sedèss giò: vieni qui e siediti
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categoria:camping paradiso
giovedì, 13 luglio 2006
Gennarino in questi giorni è stato sempre come una cencia..
mi parlava di cose con poco senso e poi si perdeva in discorsi mai finiti ma anche mai iniziati  e soprattutto continuava a bere.
Oggi invece il signor Gennarino è in forma, mi ha raccontato che un suo amico ha problemi con il fratello minore che a quanto sembra picchia la madre.
Gennarino gli ha consigliato di sbatterlo fuori di casa che anche uno dei suoi 17 nipoti non porta rispetto alla mamma e lei appena avrà compiuto i 20 anni lo sbatterà fuori. che certe cose da dove viene lui non si possono fare, “con tutta la fatica che la mamma fa per metterti al mondo non si può mica mancarle di rispetto che pure Zidane la deve smettere di fare tutte quelle scene che pure lui se è tanto campione come dice doveva stare buono … lo sai che la finale l’ho vista in paizza Maggiore? le altre aprtite no, in un bar, ma la finale”… “Gennarino ho fretta” “Ma che poi ti pare giusto che uno picchia sua mamma? a me mia mamma non ha mai dovuto sbattermi fuori casa che io me ne sono andato da solo e non le ho mai mancato di rispetto”. Guardo il petto nudo di Gennarino. Sulla spalla la scritta “Madonna ti amo” sull’avambraccio un serpente e un'altra scritta che non riesco a decifrare..Gennarino si deve essere fatto la galera…. e poi mi dice che oggi si è messo il borotalco che il borotalco gli piace però non lo mette ogni giorno solo ogni tanto … ma io ho una fretta cane e gli dico Gennarino ho fretta… “solo l’ultima cosa veloce” e si mette a parlare come se lo stessi interrogando, si concentra, ricerca le parole, un sorso di vino, un rutto e mi parla del cugino, e mi dice che lui conosce una preghiera che sa solo lui è solo sua….” “gennarino me l’hai già raccontata dimmi se ti serve qualcosa” intanto esce un tipo da un ufficio e chiede una sigaretta a Gennarino che gli da una delle tre che gli avevo dato io 5 minuti fa… che giri strani
 “Sai cosa mi prendi se vai al supermercato? uno di questi” e indica il vino io scuoto la testa e allora dice “ un tubetto di maionese, in tubetto però e dell’acqua” mi allontano di fretta urlandogli minerale, vero?…. ciao Gennarino a domani….
qualche volta stilerò il menù di Gennarino…. che ogni giorno se ne inventa uno nuovo…
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categoria:bologna news
giovedì, 13 luglio 2006

ah! ecco cosa mi era sfiggito in questi giorni o settimane. il mio bloggino!!!!!... ora più che mai il blog di Dilania che ribolle di rabbia, che si agita  furibonda e chiede..

Perchè sta volta (e raramente lo è) è nel giusto e non ha più voglia di minchiate, che davanti alle poche cose immutabili e fondamentali nella vita non si può giocare a fare le ragazzine permalose .

Ho sempre pensato che il capro espiatorio fosse l'incarnazione della persona non in grado di difendersi che tutti si possono permettere di additare senza paura, che tanto niente questa persona potrà contro i vili... e invece non è così, alle volte il catalizzatore di ogni sgodevolezza, bassezza e frustrazione altrui diventa la persona forte quella che tanto, qualcosa ha combinato comunque, quindi a lei si può addossare qualche colpa in più tanto ... una più una meno...

E questa volta tocca a Dilania e a me di riflesso ... ma col cazzo che sta volta diciamo beh si forse... sta volta (più unico che raro) siamo pure come di boccioli di giglio e cariche come delle molle... adesso basta con le minchiate, giù la maschera ... e chi ha orecchie per sentire intenda.

postato da: dilaniagrini alle ore 11:29 | Permalink | commenti (4)
categoria:diario