lunedì, 09 gennaio 2006

Stralci di scarabocchi abbandonati da me....

Sono alla ricerca. sento in me un bisogno chiaro farsi spazio in singoli attimi di disattenzione. quando giro gli occhi per guardarmi intorno senza interesse. quando gioco con le dita. quando adagio il pensiero su un dettaglio privo di bellezza. Spunta allora il bisogno. il bisogno di una risposta. Distrattamente mi sono avvicinata ai libri  in un autogrill. Distrattamente ne ho scelti un pò. ed ora ho il tempo di guardare gli acquisti. che libri si possono mai trovare in un autogrill? Gintanjali, Il Cantico delle creature, Elogio alla follia, la saggezza della vita, leggende e miti degli indiani. Ed è da giorni ormai  che sono alla ricerca. Passo da una pagina all'altra .. cerco, devo placare il bisogno, una risposta. forse un cambiamento. nella mia vita accade ad un certo punto che mi giro, mi guardo indietro e mi rendo conto di non essere più quella di un passo fa, di un solo passo fa. Parlo con Dilania e so che qualcosa è cambiato in me.Lei è diversa.Questa volta invece sto cercando. Cercando una risposta. Ma non conosco la domanda. Cosa si agita in me? cosa sto cercando? E cosa cercano gli altri? cosa cercate voi? Voi che non sono io?

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venerdì, 09 dicembre 2005

Stralci di scarabocchi abbandonati su un pezzo di carta abbandonato da Dilania...

 

Tu parli con me seguendo tuoi schemi mentali normali.Sei stato appiccicato ad una donna per due mesi e con lei hai fatto l’amore. Un amore bello, intenso a volte, sensuale a volte, dolce a volte. Quasi disperato e volte. E spesso, molto spesso.. Questa donna ti ha cercato. Ha cercato il tuo corpo e poi le tue attenzioni i tuoi sguardi la tua dolcezza e ti ha provocato e ha visto la tua rabbia.E poi ho visto stringerti a me, avvicinarti sempre più, fino a quando i tuoi gesti sono diventati domande e le tue parole hanno cercato un legame, hanno cercato di palesare un legame che sentivi crescere in te. Perché era già nato. Tra le lenzuola forse, o forse tra quei vicoli che abbiamo percorso troppe volte insieme. O forse tra quei gesti quotidiani che sono diventati intimi ed esclusivi. La mattina, la colazione, la doccia, l’attesa del ritorno, il mare. Soli per i vicoli. Solo io e te.Ho visto questo e molto altro e ti ho letto nel profondo molte volte. ma non sono riuscita ad allontanarti quando io già vedevo con chiarezza e tu, forse, solo vagamente percepivi.Ma quello che io sento e provo e vivo, malgrado tutto questo è sempre il medesimo sentire. Si traduce nelle parole fredde, distaccate, nel non volerti rispondere, nel dirti che sei un amante, che siamo amanti. So quando e come ti faccio male … e lo faccio lo stesso. Con lucidità. Vorrei che mi dicessi addio senza dolore. Vorrei che riuscissi a sentire le parole che ti dico come reali e non come momentanee reazioni … a chissà cosa immagini io possa reagire.E provi malinconia, forse ansia, mentre io so risponderti solo “così”. E tu al posto di dirmi ma che cazzo mi significa così, ti interroghi sulla legittimità delle tue domande e mi chiedi turbato se le tue domande mi turbano.Siamo sbilanciati, e tu sei la parte più vulnerabile. E testardo vuoi comunque sbattermi contro. Contro il muro di gomma che sono. Sei sicuro di voler continuare questo gioco “a perdere”? Te l’ho mai chiesto se giochi a perdere? Te lo chiedo ora.E mi chiedi di prometterti di chiamarti ogni volta sento il bisogno di sentirti o sento il bisogno di chiederti qualcosa o sono triste o…. Io questo te l’ho già detto, e tu non mi hai voluta neanche ascoltare ma te lo ripeto. Fossi in te io mi lascerei perdere e anzi fuggirei via veloce, magari tra le braccia di una bella ragazzina solare e limpida.Perché io sono distruttiva e le altre mi hanno detto poverino, proprio te doveva incontrare? Lui che a quanto dici è così carino e tenero? Lo sa che sei una iena?Lo sai che sono una iena,? Lo sai? Ma io non mi staccherò da te adesso, per ora non ho voglia di liberarti, almeno non fino a domani.Puoi farlo tu però. E allora perchè cazzo non lo fai?

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domenica, 27 novembre 2005

Stralci di scarabocchi abbandonati su un pezzo di carta abbandonato da Dilania …

"Pensiero cattivo del giorno.

Come cazzo fa l’uomo a pensare di valere di più di qualsiasi altro essere? Solo perché parla o ragiona - male -, ha la pretesa di credere di avere un’anima, ha la presunzione di credere che questa anima sia così particolare, peculiare che meriti di passare oltre la morte, ovvero questa anima fulgida passa oltre la vita. Il corpo muore ma l’anima vive.

Vorrei proprio entrare nella mente dello stronzo che per la prima volta si è detto:

"Ma la mia anima, ovvero quella cosa che sento in me, che non ha nome e voce, ma si sente, che mi mette in connessione con il resto del creato - e altre cazzate che si sarà raccontato lì lì sul momento -, non può finire con la mia morte. Perché questi bei pensierini che ho formulato fin ora, che sono tanto bellini devono per forza aver lasciato un’impronta…"

E da lì ha iniziato a parlare di al dì la, di entità, di unicità di ogni singolo uomo…..e via a ruota libera! L’hanno seguito in molti, tutti con le stesse paure ataviche finalmente risolte!

Ma soprattutto: se la vita è una, è un dono, è una cosa bella e tutte le cazzate che i preti raccontano, non era già abbastanza come dono del loro Dio? No? Dovevano per forza avere di più, e allora non solo la vita, ma anche la prosecuzione di questa dopo la morte. Ma la morte non fa parte della vita? E allora perché, con tutta la forza la si nega? Presuntuosi vigliacchi !"

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